A volte mi viene da pensare che Orwell avesse fatto a suo tempo una profezia esatta del futuro quando nel 1948 scrisse 1984. Aveva previsto che in un futuro nemmeno troppo remoto il pensiero si sarebbe estinto e con lui la libertà e tutto quello che ne consegue. Nemmeno il volto avrebbe potuto più esprimere sentimenti ed emozioni perchè l'essere umano sarebbe stato totalmente annientato per diventare una pedina grigia identica alle altre. E tutto questo per il privilegio di pochi eletti che nemmeno troppo lentamente avrebbero cancellato il passato per farvi credere che così era sempre stato. Inevitabilmente ci vedo delle tristi analogie con il nostro presente, perchè manipolare la realtà sembra diventato ormai quotidianità: in fondo che ne sappiamo di quello che succede realmente a nostra insaputa? La televisione ormai non è più un'arma a doppio taglio ma un'arma ad unico taglio negativo, pensata ed utilizzata per rimbecillire le masse credulone abituandole a non pensare più. Fa paura. Nei temi a scuola l'italiano è dimenticato, si utilizzano assurde abbreviazioni fatte di k, x e chi più ne ha più ne metta, sempre più difficile è tenere in mano la penna perchè troppo abituati si è a far scorrere le dita su uno schermo; si condivide ogni momento della vita virtualmente ma di condiviso a livello personale c'è ben poco. Io non credo più ad una sola parola di quello che mi raccontano, di quello che leggo, ormai c'è un tale caos che non è più neppure facile distinguere il bene dal male e la delusione e la sfiducia sono i sentimenti prevalenti. Non c'è droga peggiore dei soldi che, inevitabilmente, piacciono un po' a tutti, solo che oggi sembra si viva solo per quelli. Purtroppo non di quelli visto che per la gente comune come noi non ce ne sono più. Ci hanno portato ad una condizione orribile: la mancanza di speranza, l'incapacità di immaginare serenamente il futuro, di poter fare dei progetti. Ed è in questo modo che ci tengono sotto torchio.
Poi però dalla finestra vedo i fiori e la vita sbocciare, sento il sole benefico sulla pelle, so di amici che aspettano figli. E allora mi dico che non tutto è perduto e che se vogliamo far cambiare le cose non dobbiamo abbassare la testa ma ribellarci e continuare ad alimentare la speranza sabotando i loro mezzucci per lobotomizzarci, insegnando ai nuovi bambini quali sono i veri valori, salvando il salvabile della nostra Natura. Solo così potremo smetteremo di sopravvivere ma inizieremo finalmente a vivere.
Ed ora ecco la risposta al quesito del post precedente, Indovina la foto, complimenti a tutte per la fantasia dimostrata, le vostre risposte mi hanno fatto immaginare un sacco di cose e mi sono divertita a vedervi sbizzarrire nelle descrizioni di quello che vi saltava in testa. Un complimento speciale va alla Zonzolina per eccellenza, Elena del blog Zonzolando, che da perfetta girellona ha subito azzeccato che si trattava dell'oculus del Pantheon di Roma :)
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| Immagine presa dal web |
L'estate si avvicina e con queste giornate di caldo si ha bisogno di alleggerirsi e di mangiare piatti leggeri senza però rinunciare al gusto. Questa ricetta, ripresa dalla confezione di filetti di orata freschi ( già puliti! ) di un noto supermercato, è davvero a basso contenuto calorico, fresca e saporita e veloce da preparare.
INGREDIENTI:
( per 2 persone )
- 4 filetti di orata
- 400 g di asparagi sottili
- 4 cucchiai di succo d'arancia + la scorza
- vino bianco secco
- 1 cucchiaio di olio evo
- sale e pepe nero
Pulire e lavare gli asparagi e cuocerli a vapore per cinque minuti. Ungere una teglia, disporvi i filetti di orata, salare, pepare e coprire con gli asparagi. In una ciotola creare un'emulsione con il succo d'arancia, il cucchiaio d'olio e un pizzico di sale. Irrorare i filetti di orata con il sughetto di arancia, grattare la scorza sopra gli asparagi, spruzzare di vino bianco e porre in forno per 10 minuti a 180°. Servire immediatamente.
Tus go deireadh Iniziando dalla fine
Ta muid beo Noi siamo vivi
Go deo Per sempre
("The celts", Enya )
