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venerdì 8 marzo 2013

GNUDI di RICOTTA e SPINACI







Castelli, antichi monasteri, fontane, chiese. E ancora iscrizioni, personaggi, alberi millenari e draghi, monaci, battaglie, principesse, martiri. La Toscana, così come tutte le altre bellissime regioni italiane, è ricca di leggende, di aneddoti e storie che si perdono nella notte dei tempi. Conoscerle è stimolante e curioso, ti mette in contatto col passato e con la tradizione che attraverso i racconti tramandati dai nostri avi, attraverso manoscritti e documenti arriva fino a noi affinchè non vada perduto il bagaglio culturale che racchiudono. Molti proverbi e molti detti popolari nascono proprio da queste storie antichissime, reali o immaginarie, che venivano raccontate di generazione in generazione e che, passando di bocca in bocca nei secoli, sono giunte fino a noi diventando frasi di uso comune.
Così come il famoso detto fiorentino: C'entra come i'culo con le quarant'ore, che letteralmente sta ad indicare una cosa che non c'entra niente con un'altra, sembra nascere anticamente da un fatto avvenuto nella chiesa fiorentina dei Santi Apostoli Pietro e Paolo durante le Quarantore, funzione religiosa che prevedeva l'esposizione del Santo Sacramento a turno, in ogni chiesa fiorentina, appunto per quaranta ore. Pare che durante questo evento, nella chiesa gremita di fedeli, ad un certo punto si sentì risuonare un ceffone. Tutti i fedeli si voltarono verso l'origine di quel suono e videro un messere chiaramente imbarazzato e con lo stampo di uno schiaffo su una guancia, e una giovane donna visibilmente risentita. Cercando di giustificarsi, attribuendo la mano morta alla calca della chiesa, l'uomo le disse:"...è per colpa delle Quarant'ore!" e lei rispose:"Ma icchè c'entra i'culo con le Quarant'ore?!"



Oggi un piatto della tradizione toscana che ho imparato a fare dalla mia mamma, alla quale viene speciale.
Gli gnudi sono un primo tipico toscano della tradizione contadina,  prevalentemente della provincia senese e grossetana, preparati con pochi semplici ingredienti. Sono abbastanza semplici da preparare ma bisogna osservare alcune piccole accortezze. Innanzitutto gli ingredienti devono essere di ottima qualità, una volta tritati gli spinaci devono essere strizzati benissimo per eliminare tutta l'acqua, sarebbe consigliabile scolare bene anche la ricotta dal siero magari lasciandola per qualche ora in un colino. Non calare nell'acqua troppi gnudi per volta, eventualmente cuocerli in più trance. E soprattutto: trattarli delicatamente! Se ben fatto lo gnudo si scioglie in bocca e non nell'acqua.

INGREDIENTI:
( per 3 persone )

- 350 g di spinaci freschi puliti
- 250 g di ricotta vaccina
- 1 uovo piccolo
- noce moscata
- burro
- salvia
- farina
- Parmigiano Reggiano

Lessare gli spinaci in acqua salata, una volta cotti lasciarli intiepidire, strizzarli benissimo per eliminare tutta l'acqua e tritarli finemente, aggiungere la ricotta, anche questa ben scolata dal siero, un'abbondante grattugiata di noce moscata e l'uovo, mescolare bene e aggiungere Parmigiano Reggiano grattugiato fino ad ottenere un composto consistente, regolare di sale. Formare con il composto delle palline allungate poco più grandi di una mandorla e passarle nella farina ( devono avere la forma di uno gnocco ), disporle via via su un vassoio infarinato fino ad esaurimento del composto. Mettere a scaldare abbondante acqua salata, quando bolle calare gli gnudi e lasciarli cuocere finchè non vengono a galla ( ci vorranno circa 2 minuti ), scolarli con una schiumarola facendo attenzione che venga via tutta l'acqua e disporli su un vassoio con burro fuso sul fuoco assieme a foglioline di salvia. Cospargere di Parmigiano e servire subito.



S'ì fosse foco arderei 'l mondo
S'ì fosse vento lo tempesterei
S'ì fosse acqua i' l'annegherei
S'ì fosse Dio mandereil'en profondo

( "S'i fosse foco", Fabrizio De Andrè, da un sonetto di Cecco Angiolieri )


giovedì 29 marzo 2012

"SPAGRETTI" CON RICOTTA E LIMONE



Oggi festeggio. Gli esami di Nebbia sono venuti negativi e non vi dico la gioia quando ho ricevuto gli esami via mail dalla mia clinica veterinaria. L'ho stretto talmente forte che forse gli ho fatto pure male. Sono contenta di condividere con chi mi legge questa notizia, con chi si era preoccupato veramente per la salute del mio cane nonostante stia a chilometri di distanza da me e non mi "conosca" davvero. Con chi lasciandomi due righe ha dimostrato interesse genuino per quello che sentivo e provavo, per il disagio e il dolore che mi avevano assalito la settimana scorsa. Questa non ricetta, questo piattino gioioso e scanzonato è per tutti voi, per dire grazie e per farvi sorridere con me. 
"Spagretti" perché sono cresciuta a pane e settimana enigmistica, perché  mi fanno impazzire i giochi di parole e perché divertirsi è bellissimo a qualsiasi età. Perché due fili d'erba diventano un piatto se ci metti la fantasia e perché oggi tutto mi sorride. 



Un grazie speciale da Nebbia felice, sfinito dalle corse di stamattina. 

INGREDIENTI:

- 1 mazzetto di agretti
- 1 limone
- olio evo
- ricotta di pecora

Pulire gli agretti eliminando le barbe ( sono lunghi da pulire, vanno "sbucciati" uno ad uno ) e lavarli bene   per eliminare i residui di terra. Sbollentarli in acqua salata per qualche minuto, scolarli e condirli con un'emulsione di olio, succo di limone, sale e pepe. Disporli nel piatto e gustarli con generose cucchiaiate di ricotta di pecora "buona".

domenica 18 marzo 2012

SOUFFLE' DI FORMAGGI DOLCI

Un frigo così pieno io non ce l'ho mai. In genere mi piace comprare le cose fresche giorno per giorno, a seconda di come mi alzo e di quello che mi va di mangiare, tengo solo poche cose di scorta essendo il più delle volte da sola. Ma quando c'è un uomo in casa le cose cambiano non poco.  
Ora che c'è lui non manca niente. C'è talmente tanta roba che per fare un dolcetto oggi sono andata in confusione: c'era tutto, troppo, avrei potuto creare torte e biscotti di qualsiasi gusto e sapore, eppure non mi ispirava niente. Nessuna idea, vuoto totale. Poi un barlume di lucidità: mi è venuta voglia di provare dei soufflé dolci che fossero leggeri leggeri, quindi ho iniziato a sfogliare "ricette" virtuali, mi sono saziata gli occhi con un sacco di bellissime foto e poi ho dato vita a questi, che sono un miscuglio di ricette e di idee prese qua e là nella rete e che alla fine si sono rivelati esattamente come li volevo. Semplici e versatili, da accompagnare con una salsa di qualsiasi gusto oppure gustati al naturale con una spolverata di zucchero a velo, come abbiamo fatto noi.



INGREDIENTI:
( per 4 soufflé )

- 50 g mascarpone
- 30 g ricotta
- 50 g yogurt bianco
- 1 tuorlo
- 2 albumi
- 3 cucchiai di zucchero
- 5 cucchiai di maizena

Mescolare con una forchetta il mascarpone, la ricotta, lo yogurt, il tuorlo e la maizena formando una composto senza grumi; montare le chiare a neve aggiungendo lo zucchero a metà procedimento; incorporare le chiare al composto di yogurt e formaggi mescolando dall'alto verso il basso con una spatola di legno, facendo attenzione a non smontarli. Riempire gli stampini con il composto e infornare a 190° per circa 15 minuti o fin quando la superficie non sarà dorata ( ho messo una ciotola d'acqua all'interno del forno per mantenere l'umidità ).






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