Visualizzazione post con etichetta mortadella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mortadella. Mostra tutti i post

domenica 22 luglio 2012

Le MELANZANE RIPIENE della NONNA






A casa dei nonni c'era sempre quell'odore familiare, inconfondibile già salendo le scale, quell'odore rassicurante che avvolge ogni casa, permettendoci di riconoscerla anche ad occhi chiusi. Dopo quattro piani di scale arrivavamo col fiatone, io e mio fratello facendo a gara per chi arrivava prima, i nonni ci accoglievano sul pianerottolo, con la porta aperta e l'odore del pranzo che si spandeva ovunque. Ricordo gli oggetti, inconfondibili nella loro consueta posizione: i cappotti di mia nonna appesi all'attaccapanni in inverno, il bollitore appoggiato sulla stufa, il centrino sullo schienale della poltrona in pelle marrone in salotto, la donnola impagliata sulla libreria dello studio... e il pacchetto di Ritz, immancabile nello stesso ripiano della cucina. Ho l'immagine di mia nonna che fa la Settimana Enigmistica, seduta in cucina, con i suoi occhiali e la gamba "malata" di sbieco sotto la seggiola; mio nonno nello studio a scribacchiare le sue carte o a disegnare ed io che via via crescevo e con le dita riuscivo quasi a toccare i fili ornamentali che scendevano dal paralume...
E ogni volta, dal ripostiglio, mio nonno tirava fuori il vecchio album con le foto di una vita, raccontandomi chi erano quelle facce così antiche che stavano in posa davanti all'obiettivo, lontani parenti oppure loro da piccoli, nelle immagini consumate dalla luce e dal tempo. Mi raccontava di come avesse conosciuto mia nonna tantissimi anni prima, quando veniva mandato in campagna a trascorrere l'estate dalla famiglia di lei, numerosissima di fratelli e sorelle, di nonni e zii, di lavoro duro nei campi e dietro agli animali. E di come tra le sette sorelle avesse scelto proprio lei, mia nonna Renata detta Gina, continuando ad andare a trovarla ogni anno in quella casa fuori Firenze che via via sentiva sempre più cara, fin quando, in tempo di guerra, si erano finalmente sposati. Non mi stancavo mai di ascoltare mio nonno, che con la voce calma e i suoi occhi limpidi e chiari mi raccontava quella storia così romantica, la storia della sua vita. E non importa se negli anni, quando si faceva sempre più vecchio, mi chiedeva se me l'avesse mai raccontato, come aveva conosciuto la nonna. Lo ascoltavo con lo stesso interesse e gli occhi sognanti di una bambina che ascolta la sua storia preferita. E ora che i nonni non ci sono più conservo nel cuore e nella mente il sapore di quei ricordi.

Le melanzane cucinate così era solita farle mia nonna e mia mamma le prepara esattamente come le faceva lei. Hanno il sapore di casa e della tradizione di famiglia, un piatto semplice ma sostanzioso e davvero davvero gustoso. 


INGREDIENTI:

- melanzane lunghe
- mortadella
- fontina ( o emmental ) a fette sottili 
- 1 uovo
- farina
- pangrattato
- olio per friggere










































Sbucciare le melanzane e tagliarle a fette sottili per il lungo, adagiarle su di un piatto, salarle e lasciarle a  perdere l'amaro per circa un paio d'ore, ponendo il piatto inclinato e con un altro piatto sopra. A questo punto asciugarle bene, scaldare abbondante olio ( di semi ) in una padella larga e friggere le melanzane finche non saranno appena dorate. Lasciarle ad asciugare su uno scottex, una volta fredde accoppiarle secondo la misura, porre al centro una strisciolina di mortadella e una di fontina o emmental, infarinare, passare nell'uovo sbattuto e infine nel pangrattato e friggere nell'olio bollente. Sono buone calde ma anche fredde. 


Just a perfect day
Problems all left alone
Weekenders on our own
It's such fun


Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spend it with you
Oh it's such a perfect day
You just keep me hanging on


( "Perfect day", Lou Reed )











Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...