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domenica 2 giugno 2013

CAPRESE QUINOA



L'altra sera io e Lui portavamo a spasso Nebbia, l'aria era tiepida, niente pioggia, si camminava mano nella mano ridendo e parlando un po', ma più che altro ognuno ascoltava serenamente i propri pensieri e il silenzio della notte, rotto solo dal passaggio di qualche auto, dall'abbaiare di un cane, da un portone che si chiudeva. Abbiamo passeggiato per le stradine dietro casa mia, un quartiere che è quasi paese perchè le case son basse, terratetti o piccole villette col giardino, tanti alberi e poco più in là i campi e una strada che porta alle colline. E ancora è piacevole notare le botteghe - certo, molte meno di quando ero piccola - la gente che sta seduta a mangiare il gelato sulle panchine, la vita che scorre a ritmi umani, salutarsi al mattino quando portiamo a spasso i cani e le signore anziane vanno a fare la spesa, sempre le stesse facce che vedo ogni giorno e che mi danno sicurezza. Camminavamo insomma per una stradina senza sfondo che serpeggia un po' e poi si interrompe, termina in uno spiazzo nel verde davanti ad una villa col giardino enorme ed un cane che non si dà pace al nostro passaggio. E ci mettiamo lì ad osservare il buio che qui è totale e rischiarato solo dalla luce della luna e delle stelle che si riflette nelle pozzanghere lasciate dalla pioggia. Ma non sono solo loro ad illuminare la notte, siamo circondati da centinaia di piccole lucciole, disseminate ovunque tra le piante, tutto intorno a noi. Quanto tempo che non le vedevo! Ricordo che quando ero piccola d'estate ce n'erano tantissime ma col passare degli anni ne vedevo sempre meno finchè mi è capitato davvero di rado di vederle. E invece eccole, numerosissime proprio a due passi da casa. Che suggestione, sembrava davvero di essere in un altro mondo, un mondo lontano dal caos e dallo sporco, come se fossimo in un bosco fatato. Mentre Nebbia pascolava beato siamo stati in silenzio ad osservare quella meraviglia.






Ai primi raggi di un sole che ieri a Firenze scaldava davvero, mi è subito venuta voglia di un piatto fresco che richiamasse i sapori dell'estate. Questa insalata caprese con quinoa può essere servita come antipasto in bicchierini o ciotoline come ho fatto io, oppure mangiata come piatto unico alla stregua di un'insalata di riso o di una panzanella. Sicuramente molto leggera e con ingredienti freschissimi.


INGREDIENTI:
( per 4 persone )

- 250 g di quinoa
- pomodori ciliegino
- mozzarella ( o mozzarelline ciliegia )
- basilico fresco
- olio evo
- pepe nero in grani

Lasciare a mollo in acqua la quinoa per almeno 15 minuti per eliminare la saponina, sciacquare sotto l'acqua mediante un colino a maglie fitte; portare ad ebollizione acqua salata in un pentola e cuocere la quinoa per circa 15 minuti. Scolare con il colino a maglie fitte e lasciar raffreddare. Condire con pomodorini e mozzarella tagliati a dadini ( o le mozzarelline ciliegia intere ), basilico fresco, olio evo di buona qualità e una macinata di pepe nero. 

"Alturas", Inti illimani

domenica 27 gennaio 2013

CREMA di ZUCCA, PATATE e QUINOA



Ci sono cose che non riesco a spiegarmi. Ci penso a fondo e cerco di trovare un perchè, una spiegazione del motivo per cui accadano certe cose ma resto così basita e perplessa dal fatto di non trovare risposta alcuna che vorrei soltanto potermi rifugiare in un cantuccio del mondo dove queste cose siano lontane, tapparmi le orecchie e fare finta che non esistano. Siccome questo non è possibile e far finta che certe cose non siano reali non è un bene, continuo ad arrovellarmi e a soffrire per quello che mi succede intorno, impotente nel mio piccolo mondo fatto di piccole buone azioni che però sembrano una goccia nel mare. Certo, è dalle piccole cose come i semi che nascono le grandi cose, ma a volte i tuoi sforzi sembrano così vani che ti chiedi a cosa servano se non ad alimentare la speranza che forse, un giorno, certe cose possano cambiare. Non riesco a rimanere impotente di fronte alla cattiveria dell'uomo, alla violenza gratuita e ai soprusi verso gli altri essere viventi, siano essi persone o animali, verso la Terra sulla quale miracolosamente, vuoi grazie a un Dio o al caso, ci ritroviamo e che dovremmo trattare e rispettare come un regalo meraviglioso invece di stuprarla continuamente. Sono arrabbiata. Dico la verità, ultimamente, forse sbagliando, non riesco più nemmeno ad accendere la televisione per guardare un telegiornale. Sono stanca delle notizie negative e ancor di più  di quelle fasulle e inutili che riguardano i vip, delle rubriche di cucina, di quelle facce finte e patinate, di quei sorrisi ipocriti. Stanca da sempre della pubblicità, della moda, intollerante verso la cronaca nera e tutto quel corollario perverso e morboso che la segue. Stanca della crisi, di tutto quello che ruota attorno ai soldi, del lusso sfrenato concesso a inutili bastardi che hanno tra le mani una ricchezza che sono incapaci di gestire e che utilizzano solo causando sofferenze agli altri e la possiedono proprio per questo.
Preferisco trovare conforto nelle parole dei cantanti che per me son come poeti. In quel modo posso immaginare il mondo come lo vorrei, posso chiudere gli occhi e sognare, posso piangere, arrabbiarmi, essere solidale o dissentire, ridere, emozionarmi. E ancor di più sbizzarrire la mia fantasia leggendo un libro o disegnando, risolvendo cruciverba difficili in sfide ogni giorno più dure. O guardare un bel film, esclusivamente in dvd, anche se il canone Rai mi tocca pagarlo. Pensatemi pure snob e disinformata, ma il mio tempo preferisco impegnarlo in ciò che mi arricchisce l'animo piuttosto che in ciò che mi impoverisce la mente. Mi spaventa pensare al futuro, a quello che troveranno i bambini che curo ogni giorno, all'eredità che gli stiamo lasciando. E ovviamente, ancor di più, mi spaventa pensarlo per i figli che desidero. Non fraintendetemi, nel mio cuore e nella mia mente la speranza è vivida, ma raffrontarsi ogni giorno con una realtà così sfasciata è demoralizzante e frustrante, ti fa sentire impotente, sembra vanificare tutti i tuoi sforzi. L'altro giorno, attonita di fronte a certi orrori rivolti agli animali che sicuramente conoscerete e che non sto a raccontare qua, avrei voluto sfondare lo schermo del computer, acchiappare con le mani quelle persone e farle a pezzi. Avrei voluto gridare basta, fermare quel dolore, avevo gli occhi sbarrati e il cuore sembrava quasi si volesse fermare tanto incapace era di credere a quello che sentiva, eppure non potevo fare niente, ero completamente inerme. E ditemi se questo non è frustrante, se non bisogna essere imbestialiti oltre che indignati e addolorati. Ma siccome, come diceva il grande Bertoli, il vento soffia ancora, continuerò a rimboccarmi le maniche e a sperare e credere che davvero, in qualche modo, questo mondo possa ancora essere salvato.








INGREDIENTI:


( per 2 persone )

- 120 g di quinoa
- 3 patate medie
- 350 g di zucca pulita
- brodo vegetale
- olio evo
- 1 spicchio d'aglio
- pepe bianco in grani

Sciacquare la quinoa sotto l'acqua corrente dopodichè lasciarla a bagno per circa 15 minuti; tagliare la zucca e le patate in pezzi piccolissimi. In una casseruola scaldare quattro cucchiai di olio evo con l'aglio, appena avrà preso colore aggiungere le verdure, salare e lasciarle insaporire per qualche minuto, poi coprirle con brodo vegetale bollente. Lasciar cuocere per circa 15 minuti finchè non saranno abbastanza morbide e il brodo si sarà ritirato, togliere dal fuoco e frullare. Rimettere sul fuoco, aggiungere la quinoa, aggiustare di sale e cuocere per altri 15-20 minuti, eventualmente aggiungendo altro brodo. Servire calda con una spolverata di pepe bianco macinato al momento, un filo d'olio buono e, a piacere, parmigiano grattugiato in scaglie. 


















Eppure il vento soffia ancora

Spruzza l'acqua alle navi sulla propra
E sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie
Eppure sfiora le campagne
Accarezza sui fianchi le montagne
E scompiglia le donne tra i capelli 
Corre a gara in volo con gli uccelli

( "Eppure soffia", Pierangelo Bertoli )


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