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lunedì 10 giugno 2013

BRUSCHETTE PRIMAVERA

Vedo passare un merlo che zampetta lesto, qualcosa nel becco che porterà al nido, e poi si alza in volo e scompare alla vista. Dintorno tante persone che si affrettano coi loro bagagli, qualcuno che si abbraccia, una mano che fruga nella borsa alla ricerca del telefono, un bacio romantico sullo scalino del vagone, lei ha un vestito a fiori che danza al ritmo del vento, un grande cappello di paglia e capelli rossi là sotto, con una mano sulla testa gli impedisce di volare via. Quel cappello che vorrebbe fare come il merlo, alzarsi in alto e librarsi nell'aria. Le ginocchia incrociate e lo sguardo sognante osservo il fuori seduta sul mio seggiolino, i rumori attutiti dai vetri doppi del finestrino, l'aria un po' spersa che mi caratterizza come se a volte non fossi dove sono ma dispersa negli infiniti viaggi della mia mente. Un fischio, clang di porte che si chiudono, valigie che scorrono di fianco a me nello stretto corridoio, gli annunci rumorosi dell'altoparlante. E lentamente via, in una corsa che si fa sempre più veloce, che lascia le case, gli edifici, il cemento e si perde nei campi, parallela alle strade che vengono nascoste dagli alberi, interrotte dallo scorrere di un fiume, buio totale per qualche secondo, per minuti a volte, fino ai miei occhi ai quali viene schiaffata di colpo e di nuovo la luce. E un cielo grandissimo tutto da osservare fin dove lo sguardo si perde e di un colore sempre diverso, attraverso l'Italia e le sue stagioni ogni volta diverse, ogni volta un paesaggio da scoprire anche se è sempre lo stesso. E tu che sei sempre più vicino e io lo sento, lo sento nel cuore e nei suoi battiti, lo sento nel mio respiro, lo sento nel benessere che mi pervade, nella frenesia che ho di appoggiare il piede su quella banchina, vederti, respirarti, stringerti e ricominciare finalmente a vivere. 




Questa ricetta l'ho trovata su Cucina Moderna, l'ho modificata un po' secondo i miei gusti e l'ho trovata davvero ottima come antipasto per una cena con la bella stagione. La differenza delle consistenze arricchisce il gusto di questi crostoni, dal croccante del pane alla scioglievolezza della burrata e di nuovo il croccantino del sedano crudo. Anche il nome è di mia fantasia, per evocare una primavera che quest'anno non c'è stata. 

INGREDIENTI:
( per 4 bruschette grandi o 8 piccole )

- 4 fette di pane casereccio ( meglio se un po' raffermo )
-  una decina di pomodorini pachino
- 100 g di burrata
- 20 g di rucola
- un pezzetto di cuore di sedano
- 1 cucchiaio di succo di limone
- sale
- pepe bianco in grani
- olio evo


Tritare finemente la rucola e il sedano, salare e pepare
( pepe bianco macinato al momento ), aggiungere il succo di limone e due cucchiai d'olio, mescolare bene il trito. Tostare in forno il pane che avrete tagliato bello alto ( se preferite piccole bruschette tagliate a metà le fette ) per qualche minuto, deve diventare solamente croccante. Tirare fuori dal forno, tagliare a fettine i pomodorini e distribuirli sulle fette di pane, adagiarvi sopra uno strato di burrata e infine il trito di rucola e sedano. Servire subito.


E ancora mi innamora 
E mi fa sospirare così
Adesso e per quando tornerà l'incanto

("Ovunque proteggi", Vinicio Capossela )




domenica 2 giugno 2013

CAPRESE QUINOA



L'altra sera io e Lui portavamo a spasso Nebbia, l'aria era tiepida, niente pioggia, si camminava mano nella mano ridendo e parlando un po', ma più che altro ognuno ascoltava serenamente i propri pensieri e il silenzio della notte, rotto solo dal passaggio di qualche auto, dall'abbaiare di un cane, da un portone che si chiudeva. Abbiamo passeggiato per le stradine dietro casa mia, un quartiere che è quasi paese perchè le case son basse, terratetti o piccole villette col giardino, tanti alberi e poco più in là i campi e una strada che porta alle colline. E ancora è piacevole notare le botteghe - certo, molte meno di quando ero piccola - la gente che sta seduta a mangiare il gelato sulle panchine, la vita che scorre a ritmi umani, salutarsi al mattino quando portiamo a spasso i cani e le signore anziane vanno a fare la spesa, sempre le stesse facce che vedo ogni giorno e che mi danno sicurezza. Camminavamo insomma per una stradina senza sfondo che serpeggia un po' e poi si interrompe, termina in uno spiazzo nel verde davanti ad una villa col giardino enorme ed un cane che non si dà pace al nostro passaggio. E ci mettiamo lì ad osservare il buio che qui è totale e rischiarato solo dalla luce della luna e delle stelle che si riflette nelle pozzanghere lasciate dalla pioggia. Ma non sono solo loro ad illuminare la notte, siamo circondati da centinaia di piccole lucciole, disseminate ovunque tra le piante, tutto intorno a noi. Quanto tempo che non le vedevo! Ricordo che quando ero piccola d'estate ce n'erano tantissime ma col passare degli anni ne vedevo sempre meno finchè mi è capitato davvero di rado di vederle. E invece eccole, numerosissime proprio a due passi da casa. Che suggestione, sembrava davvero di essere in un altro mondo, un mondo lontano dal caos e dallo sporco, come se fossimo in un bosco fatato. Mentre Nebbia pascolava beato siamo stati in silenzio ad osservare quella meraviglia.






Ai primi raggi di un sole che ieri a Firenze scaldava davvero, mi è subito venuta voglia di un piatto fresco che richiamasse i sapori dell'estate. Questa insalata caprese con quinoa può essere servita come antipasto in bicchierini o ciotoline come ho fatto io, oppure mangiata come piatto unico alla stregua di un'insalata di riso o di una panzanella. Sicuramente molto leggera e con ingredienti freschissimi.


INGREDIENTI:
( per 4 persone )

- 250 g di quinoa
- pomodori ciliegino
- mozzarella ( o mozzarelline ciliegia )
- basilico fresco
- olio evo
- pepe nero in grani

Lasciare a mollo in acqua la quinoa per almeno 15 minuti per eliminare la saponina, sciacquare sotto l'acqua mediante un colino a maglie fitte; portare ad ebollizione acqua salata in un pentola e cuocere la quinoa per circa 15 minuti. Scolare con il colino a maglie fitte e lasciar raffreddare. Condire con pomodorini e mozzarella tagliati a dadini ( o le mozzarelline ciliegia intere ), basilico fresco, olio evo di buona qualità e una macinata di pepe nero. 

"Alturas", Inti illimani

giovedì 25 ottobre 2012

FRITTATA TRIPPATA

DIALOGO NEL BUIO

Immedesimarsi in una realtà sensoriale completamente diversa da quella a cui siamo abituati, provare a "sentire" con quattro dei nostri cinque sensi ciò che in genere diamo per scontato, ciò che di solito siamo abituati a vedere con gli occhi. Certe volte si può "vedere" molto di più imparando ad ascoltare, ad annusare, a toccare con le dita ciò che ci circonda, aprendo il proprio spirito alla conoscenza delle cose intorno a  noi senza soffermarsi unicamente su quello che è visibile a primo acchito, su quello che palesemente si trova di fronte ai nostri occhi. In questo modo sarà possibile vivere e percepire la realtà tramite quello che i nostri altri quattro sensi, spesso sopiti o sottovalutati, sono in grado di evocare: il colore di un suono, l'odore di un cibo, la sensazione di un'emozione sulla pelle, la musicalità di un profumo. La mostra Dialogo nel buio, ospitata all'Istituto dei Ciechi di Milano, offre tutto questo. Un percorso di un'ora e un quarto nella totale oscurità, dove, accompagnati da una guida non vedente, vengono messi alla prova e stimolati piacevolmente gli altri quattro sensi. Si attraversa la campagna, con suoni rilassanti e piante che ti sfiorano le braccia; si fa un salto al mare e si sale su una barca, cullati dalle onde e dal vento sulla pelle; si entra in una casa accarezzando oggetti di uso quotidiano con dita curiose; si varca la soglia di casa per ritrovarsi in città, con i suoi rumori, il traffico, le grida del mercato, la percezione del movimento attorno a noi. Infine ci appoggiamo al bancone di un bar, ordiniamo e comodamente seduti si sorseggia un caffè. Un'esperienza unica che consiglio assolutamente di provare se capitate a Milano. 

Stasera un piatto caldo tipico fiorentino, la frittata trippata come la prepara mia mamma, un sapore che imita quello della ben nota trippa alla fiorentina fatta col pomodoro e il parmigiano grattugiato. Piatto semplice e povero ma di gran gusto.

INGREDIENTI:
( per 2 persone )

- 4 uova
- parmigiano grattugiato
- salsa di pomodoro
- olio evo


Preparare la frittata sbattendo le uova con un po' di sale e un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato, scaldare l'olio in una padella dal fondo non troppo largo e cuocerla, deve risultare abbastanza alta. Una volta cotta arrotolarla e  tagliarla a listarelle della larghezza di circa un centimetro. Preparare una salsa di pomodoro a piacimento ( io ho utilizzato la pomarola, altrimenti potete preparare una salsa con un battuto di odori e passata di pomodoro oppure semplicemente con aglio e la passata ), scaldarla in un tegame con un filo d'olio e quando è ben calda aggiungere le fettuccine di frittata, lasciar cuocere un paio di minuti per farle insaporire bene e servire dopo aver cosparso il tutto con abbondante parmigiano grattugiato. 


There's a child in me,
Still hiding behind the old tree
But aren't we all hiding
'Till the moment we're dying
And maybe I'm free
But freedom just means that I'm lost
It feels like I'm driving
Without ever arriving 

( "Far away", Blackfield )



sabato 4 agosto 2012

la POMAROLA





DI AGOGNATE, DESIDERATE, SOSPIRATE FERIE 

Che ci fosse qualcosa che non andava avrei dovuto capirlo, dopo il primo sguardo. Quella persona mi aveva guardata storta, da capo a piedi, con una faccia un po' stranita e alla fine aveva accennato un breve sorriso, fra sè e sè. Allo specchio dietro i latticini e gli yogurt mi sono osservata in faccia e no, apparte le tracce di un risveglio di buon'ora non avevo niente di strano. I capelli erano più o meno a posto. Niente trucco, quindi impossibile che avessi qualche rigo buffo che mi sporcava il viso o che il caldo avesse sbavato il mascara conferendomi un'espressione da pierrot. Forse pensava di conoscermi, mi son detta, e rimuginava su chi fossi. Oppure vattelappesca, e ho continuato a fare la spesa come se niente fosse. Vagavo tra gli scaffali un po' spersa, osservando la gente come mio solito, finchè al banco degli affettati, in coda, di nuovo qualche sguardo incuriosito. Oddio. Perchè mi guardano così? Mi sembrava tutto a posto stamattina, non mi sembrava di essere diventata un alieno. Mi sono fatta la doccia, ho indossato un vestitino casto e semplice, la borsa non fa a cazzotti col colore dell'abito, ho scarpe basse e sobrie... ho scarpe basse...e sobrie... un semplice infradito... peccato che abbia indossato una scarpa di un tipo e una di un'altro!! 
E la conclusione è solo una: devo assolutamente andare in ferie!
( menomale che nonostante una fosse marrone con i pallini e l'altra nera con le borchiette erano perlomeno della stessa marca e di modello simile, pensate se fossi uscita con un sandalo tacco 12 e un anfibio... magari in quel caso me ne sarei accorta. O forse no? )



La pomarola, tipica salsa toscana per condire la pasta, viene preparata in genere verso fine luglio-primi di agosto, perchè i pomodori San Marzano, o i perini, hanno raggiunto la piena maturazione e sono quindi perfetti per preparare questo sugo. Se ne prepara di solito una bella quantità, che può essere messa in vasetti sotto vuoto e, se ben conservata, dura anche tutto l'inverno. E' consigliata comunque una ribollitura veloce quando si va ad aprire il vasetto, che -attenzione- deve aver mantenuto il tappo sotto vuoto. Io sono solita invasare a caldo riempiendo fino ad un dito dall'orlo del vasetto, appoggio sopra una fogliolina di basilico e copro il tutto con olio evo di buona qualità. Questo aiuta a garantire ulteriormente la conservazione. Tappo immediatamente e lascio freddare avvolta in canovacci. Se non va sottovuoto procedo con la bollitura.

Non indico volutamente le quantità degli ingredienti perchè variano a seconda della quantità di pomodori. Per circa 3 Kg di pomodori io utilizzo una cipolla rossa piccola, una carota piccola e una costa di sedano, un ciuffo di prezzemolo e qualche foglia di basilico, quest'ultimo lo aggiungo anche fresco al momento di condire la pasta. La pomarola che si ottiene è molto versatile, ideale per condire la pasta ma anche da utilizzare come base per qualsiasi tipo di piatto, melanzane alla parmigiana, uova al pomodoro, su fette di pane casereccio abbrustolite, carne alla pizzaiola...

INGREDIENTI:

- pomodori San Marzano
- cipolla rossa
- sedano
- carota
- prezzemolo
- basilico
- olio evo


Lavare bene i pomodori lasciandoli a bagno per liberarli dei residui di terra, tagliarli a metà o in quattro pezzi a seconda della grandezza e porli in una pentola sul fuoco affinchè buttino fuori tutta l'acqua. Lasciarli cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti, finchè non saranno leggermente appassiti e abbiano rilasciato acqua. Nel frattempo tritare finemente gli odori e metterli in una casseruola con abbondante olio evo, aggiungere i pomodori scolati, salare e cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti. Una volta cotta lasciarla raffreddare e passarla nel passatutto a buchi piccoli.  Per avere una salsa più densa rimetterla sul fuoco fino ad ottenere la consistenza desiderata.





I'm sorry that I hurt you
It's something I must live with everyday
And all the pain I put you through
I wish that I could take it all away
And be the one who catches all your tears
Thats why i need you to hear

I've found out a reason for me
To change who I used to be
A reason to start over new
And the reason is You

( "The reason", Hoobastank )



giovedì 12 luglio 2012

LINGUINE alle MAZZANCOLLE, CHAMPAGNE e POMODORINI

IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI

Leggere, leggere, leggere... sono cresciuta in una famiglia dove leggere è pane quotidiano, in una casa di 120 mq che quasi in ogni stanza ha una libreria, libri ammucchiati e stipati ovunque, libri regalati per Natali e compleanni, in ogni occasione, libri di favole, romanzi, manuali, libri di storia, gialli, fantascienza, horror, enciclopedie e come se non bastasse riviste, giornali, persino i depliant venivano e vengono conservati dai miei genitori... Mio nonno mi leggeva le favole quando ero piccola, le leggeva e le registrava sulle cassette affinchè io e mio fratello potessimo ascoltarle quando non era lui a farlo; i miei genitori insistevano tanto perchè leggessi, mi regalavano libri in continuazione. Ma niente. Non c'era niente da fare: a me leggere non piaceva. Mi piacevano i libri dove c'erano i disegni, quelli sì, li abbiamo finiti io e mio fratello a furia di sfogliarli, copiavo le illustrazioni, li aprivo e iniziavo a sognare di topini, principesse e cavalli, di boschi e draghi... ma di leggere un libro senza disegni non se ne parlava proprio. Alle medie ci davano i libri da leggere, per me era una tortura, non esisteva proprio che qualcuno mi imponesse di leggere, forse proprio per quello associavo la lettura non a un piacere ma ad una costrizione, faticavo a far scorrere le pagine, la mia mente non riusciva proprio a concentrarsi. Poi un giorno a 15 anni, mentre ero da Feltrinelli con mia mamma, i miei occhi hanno iniziato a vagare, a scrutare le copertine curiosi, vedevano quelle pile ordinate di libri intonsi con uno sguardo diverso; allora le mie mani hanno iniziato a toccarli, a sfogliarne le pagine sentendo quel profumo che solo un libro nuovo possiede, ad apprezzarne il peso, la consistenza, a leggere titoli e poi risvolti di copertina... e poi eccolo, era Lui, quello che io considero il capostipite, il primo amore, quello che non si scorda mai, quello che ha avuto l'onore e il privilegio di essere il primo vero libro che ho amato: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Adesso mi guarda dalla libreria, finito e consumato dalle tante riletture, orgoglioso di esser stato il primo e di aver dato il la ad una carriera di lettrice che con gli anni si è fatta sempre più forte e intensa. Orgoglioso di avermi iniziata ad uno dei piaceri più grandi che ho nella vita, di avermi spalancato un mondo così infinito e ricco, un mondo dove crescere, sognare, rifugiarsi, apprendere, evadere, arricchirsi, saziare quella sete e quella bramosia di sapere che caratterizza coloro che hanno la fortuna di amare i libri.  
Quindi sì. Gli devo davvero tanto, ho iniziato quel giorno insieme a Lui e non ho più smesso.






INGREDIENTI:
( per 2 persone )

- 160 g di linguine
- 300 g di code di mazzancolle ( le mie erano surgelate, già scottate )
- una dozzina di pomodorini
- 1 ciuffo di prezzemolo
- 2 spicchi d'aglio
- 1 bicchiere di champagne ( per me MUMM )
- olio evo
- peperoncino


In una padella capiente soffriggere l'aglio intero in abbondante olio evo, prima che prenda colore aggiungere le mazzancolle, lasciarle rosolare un minuto poi sfumare con lo champagne; cuocere per circa tre minuti dopodiché togliere le mazzancolle e metterle da parte, abbassare la fiamma e aggiungere nel sughetto i pomodorini tagliati a dadini, il prezzemolo tritato e una spolverata di peperoncino, cuocere una decina di minuti, spegnere il gas e rimettere nella padella le mazzancolle. Cuocere le linguine in abbondante acqua salata, scolarle al dente e saltarle in padella con il sugo. 

Servire e, ovviamente, accompagnare la cena sorseggiando il restante champagne ;)



Tomorrow night
Will you be with me when the moon is bright?
Tomorrow night
Will you say those lovely things you said tonight?

( "Tomorrow night", Bob Dylan )





lunedì 4 giugno 2012

MALLOREDDUS PROFUMATI





Un po' di colore questa sera sulla mia tavola, sapori d'estate per un primo semplice e profumato.
Agognata estate, mai così tanto attesa, come quando si era ragazzi e si contavano i giorni perchè la scuola finisse e iniziassero le vacanze. Bisogno di sole e cielo terso, di un bagno nel mare e di un taglietto in un dito che l'acqua salata farà frizzare. C'è voglia di uscire di casa di sera, di respirare l'odore di una pineta e trovare le lucciole nel buio. Vedere sorrisi di anziani in canottiera, con la camicia aperta seduti sulla panchina di una piazza di quartiere, a sventagliarsi con un foglio di carta mentre i nipotini si sporcano le dita con il gelato che cola da un cono.  Sentire le risate di una cena tra amici dalla finestra spalancata di un primo piano, immaginando fette di cocomero e una partita di carte. Aspettare che i giorni passino senza fretta, tra un cinema all'aperto e una sagra, scacciando zanzare e ascoltando il rumore dei grilli. Uscire alle sei e un quarto del mattino per andare a lavoro, fresca di doccia sentendo sulla pelle  quell'arietta fresca che ti risveglia...e tornare nella penombra di casa sarà un sollievo quando il sole di metà giorno batterà forte sulla mia testa. E poi chiacchiere con le amiche perchè le sere sono più lunghe e i posti più belli, e i progetti tanti.
Ho bisogno di togliermi le scarpe e appoggiare la pianta del piede, tutta quanta, su questa benedetta Terra: non importa se sulla sabbia, su un prato umido, su una pietra o anche su un fottutissimo asfalto, voglio sentirla, forte, sotto di me.

Un augurio speciale a mio fratello e Laura, nel loro primo anniversario di matrimonio. 



INGREDIENTI:

- Malloreddus
- pomodori ciliegini
- 1 spicchio d'aglio in camicia
- erbe aromatiche ( io basilico, prezzemolo, menta )
- scorza di limone
- olio evo

Scaldare in una padella uno spicchio d'aglio in camicia in 3 cucchiai d'olio evo, tagliare a metà i pomodorini e saltarli in padella quando l'olio sarà ben caldo, togliere l'aglio, abbassare la fiamma e lasciarli appassire per qualche minuto. Cuocere i malloreddus in abbondante acqua salata, scolarli al dente e saltarli nella padella col pomodoro, aggiungere le erbe aromatiche sminuzzate e la scorza di limone. Impiattare, aggiungere un filo d'olio crudo e una spolverata di pepe nero macinato.





C'è un giorno che ci siamo perduti 
Come smarrire un anello in un prato 
E c'era tutto un programma futuro 
Che non abbiamo avverato

È tempo che sfugge, niente paura 
Che prima o poi ci riprende 
Perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo...
 

[...]

Dio è proprio tanto che piove...

( "C'è tempo", I.Fossati )




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