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lunedì 11 febbraio 2013

NOODLES con VERDURE

Quando la punta fine, così nera e intensa, si posa sulla carta è un piacere unico; veder nascere sotto alle mie dita e ai miei occhi quello che inizialmente è solo nella testa è come il materializzarsi di un pensiero, come rendere concreta, seppur nel suo astratto, un'idea. Come un bambino che nasce, che prima non c'era e poi, all'improvviso, esiste e lo puoi toccare, conoscere, amare. Un disegno ha un effetto simile. Prima non esiste, non lo hai nemmeno pensato. Poi ti arriva la voglia, l'idea, l'intuizione, l'immagine che prende forma nella tua mente e da una nube confusa inizia ad assumere una forma, una dimensione e un colore. E resta lì, sempre più nitida, finchè non inizi a disegnarla trasferendo sulla carta immacolata -ma non solo, anche su fogliacci, giornali, tovagliette di carta mentre ceni in un ristorante- quello che il tuo cervello ha forgiato. E il tempo smette di scorrere, la tua concentrazione è totale come se in quel momento il disegno ti catturasse e iniziasse a vivere di vita propria mettendoti fretta per arrivare alla luce e diventare finalmente qualcosa di reale. 
Credo di essere nata con la matita in mano, e non perchè sia brava, tutt'altro, ma perchè penso di aver iniziato a disegnare ancor prima che a parlare. A volte passa del tempo prima che riprenda in mano matita e pennarello e mi rimetta con le mani sul foglio, altri periodi non riesco a fare altro, disegno per delle ore e non mi sento mai sazia. Però è una passione che non si discute, non mi abbandona mai. Adoro creare personaggi, disegnare me stessa in una sorta di ragazzina ideale dalle gambe lunghissime e magre, immaginare animali e riprodurne il movimento, l'espressione e il carattere. A volte ho in testa delle idee che non riesco a realizzare, oppure semplicemente non è il momento buono per creare, questo non vuol dire che mi precluda il piacere di prendermi un momento tutto mio, magari con una buona musica di sottofondo e qualche pausa caffè e di rigenerarmi con l'arte del disegno. 


 

( questo disegno l'ho ripreso da Lenore, fumetto statunitense di Roman Dirge )




Ancora un piatto ispirato all'Oriente a me tanto caro e che ha un'attrattiva enorme su di me. I noodles, il tipico formato di pasta orientale che ricorda le tagliatelle o gli spaghetti, possono essere cucinati in diversi modi  a seconda dell'area geografica ma si possono comunque gustare dalla Cina alla Corea, dall'India al Giappone. In brodo, fritti, al vapore sono estremamente versatili e possono essere conditi con verdure, carne, pesce e con l'aggiunta o meno di spezie. In Nepal li ho mangiato varie volte, sempre col nome cinese di Chow mein.
Queste sono più o meno le dosi che ho utilizzato io, ovviamente a seconda del gusto si potranno mettere più o meno verdure, se lo utilizziamo come piatto unico direi di abbondare con le verdure! Anche la scelta del tipo di noodles è soggettiva, in commercio se ne trovano di grano, di riso, di soia e altri più particolari di mais, fagioli, fecola di patate ( credo introvabili qui da noi ). 


INGREDIENTI:

( per 2 persone )

- 160 g di noodles di grano
- 1 quarto di cespo di verza
- 5-6 funghi champignon
-  1 manciata di germogli di soia
- 1 carota grande
- 1 zucchina grande
- 2 spicchi d'aglio in camicia
- olio evo
- pepe nero

Dopo aver pulito tutte le verdure tagliare le carote e le zucchine a julienne, affettare finemente gli champignon, tagliare la verza a listarelle. In un wok ( o in una padella grande ) scaldare l'olio evo con gli spicchi d'aglio in camicia, appena hanno preso colore rimuoverli e aggiungere tutte le verdure, regolare di sale e pepe nero macinato e lasciar cuocere finchè le verdure saranno morbide ma non disfatte, devono mantenere la croccantezza. Eventualmente aggiungere qualche cucchiaio dell'acqua bollente che avrete messo a scaldare per cuocere i noodles. Appena le verdure saranno pronte bollire i noodles ( basteranno pochi minuti ) e saltarli nella wok con le verdure prima di servire. 
Io non l'ho utilizzata ma alla fine si può condire anche con della salsa di soia. 




Io i miei occhi dai tuoi occhi non li staccherei mai
E adesso anzi me li mangio tanto tu non lo sai
Occhi di mare senza scogli
Il mare sbatte su di me
Che ho sempre fatto solo sbagli

( "Canzone", Lucio Dalla )



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