UN POST SEMITRISTE
Piove. Come più o meno ovunque in questi ultimi giorni, e si sa, l'acqua fa bene alla terra, alle piante, farà bene a noi di rimbalzo...ma non fa bene a me proprio oggi. Mi è tornata la febbre. Io e Nebbia ce ne stiamo a casa da soli, lui sdraiato sul divano, io come una mosca impazzita senza darmi pace, penso a tutte le cose che avevo da fare nella giornata di oggi e sono arrabbiata: pulire la casa non se ne parla, niente spesa, niente caffè da un'amica, non posso nemmeno assumere il ruolo ufficiale di malata perché stasera devo per forza andare a lavoro. Bella l'emancipazione, bellissimo vivere sola...ma vorrei potermi mettere sotto le coperte, in questo tempo che è di nuovo inverno, chiamare la mamma quando mi va un succo fresco perché ho mal di gola, fare due chiacchiere con lei seduta sul bordo del letto, alzarmi solo per mangiare un risino in bianco o le patate lesse. Sentirmi bambina insomma, anzi no, poterla essere a tutti gli effetti, scaricarmi di dosso tutte le responsabilità, svestirmi di tutta questa pesantezza che a volte sento sulle spalle e far vivere solamente quella parte di me che è gioia e spensieratezza, quella che con la mente mi fa spaziare ogni giorno in mille avventure, quella che è pane quotidiano per chi sogna sempre, come me. Tornare bambina. Con le ginocchia arrossate e la gambette bianche, con le dita sporche di pennarelli, gli occhi grandi e lucidi nel viso piccolo e tanti sogni nella testa. Perché io bambina mi ci sento ogni giorno ma non sempre lo posso essere e oggi, invece, lo vorrei proprio.
INGREDIENTI:
- 200 g di lasagne secche
- 1 cespo grande di scarola
- 250 g di stracchino
- 1 salsiccia
- 2 spicchi d'aglio
- vino bianco q.b.
- olio evo, sale e pepe
per la besciamella:
- 50 g di burro
- 50 g di farina
- 250 ml di latte
- noce moscata
Scottare le lasagne per 1 minuto in acqua salata con qualche goccia di olio per non farle attaccare, scolarle e stenderle su un canovaccio pulito separate tra loro. In una padella scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio, prima che prenda colore aggiungere la polpa di salsiccia a pezzettini e lasciar cuocere qualche minuto. A questo punto aggiungere la scarola tagliata a listarelle, salare, pepare e sfumare con il vino bianco; abbassare la fiamma e far appassire il tutto per circa 10 minuti. Spegnere il fuoco, aggiungere lo stracchino e frullare fino ad ottenere una crema, emulsionando eventualmente con un paio di cucchiai di olio evo.
Preparare la besciamella sciogliendo il burro in un tegamino, aggiungere la farina setacciata e mescolare bene eliminando i grumi e facendo attenzione a non farla attaccare. Quando sarà colorita abbassare la fiamma, aggiungere il latte a filo e mescolare bene, spolverare di noce moscata e un pizzico di sale, portare a ebollizione e togliere dal fuoco quando raggiungerà la consistenza desiderata. In una teglia imburrata distribuire un cucchiaio di composto di scarola, foderare il fondo con uno strato di pasta e continuare a strati fino ad esaurimento degli ingredienti. Terminare con uno strato di pasta, coprire con la besciamella e spolverizzare di parmigiano o pecorino grattugiato grossolanamente. Infornare a 180° per circa 20-25 minuti, gli ultimi 5 minuti sulla funzione grill del forno per ottenere una crosticina dorata.
( io la besciamella l'ho utilizzata solo per lo strato finale, perché secondo me copre un po' troppo il sapore della crema di scarola, però effettivamente sono venute un po' asciutte e basse, si può ovviare a questo inconveniente mettendo la besciamella su ogni strato ).
( io la besciamella l'ho utilizzata solo per lo strato finale, perché secondo me copre un po' troppo il sapore della crema di scarola, però effettivamente sono venute un po' asciutte e basse, si può ovviare a questo inconveniente mettendo la besciamella su ogni strato ).
Così partiamo, partiamo che il tempo potrebbe impazzire,
e questa pioggia da un momento all'altro potrebbe smettere di venir giù.
E non avremmo più scuse allora per non uscire.
Ma che bel sole, ma che bel giallo, ma che bel blu!
Perciò pedala, pedala che il tempo potrebbe passare,
e questa pioggia paradossalmente potrebbe non finire mai.
E noi con questo ombrelluccio bucato che ci potremmo inventare?
Ma partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?
( "Viaggi e Miraggi", F. De Gregori )