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mercoledì 17 ottobre 2012

RISOTTO con OVOLI e PORCINI


ANDAR PER FUNGHI

C'è qualcosa di atavico e primitivo nel raccogliere con le proprie mani i frutti della terra, qualcosa che ci lega alla Natura e che ci spinge a cercare, raccogliere, cogliere o coltivare.
Ancora boschi, questa volta per andare a cercar funghi in compagnia, col cestino e lo zainetto, il coltellino e la macchina fotografica. Giornata tipicamente autunnale, con l'odore del bosco umido che mi entrava nelle narici, tanta voglia di esplorare e scoprire il territorio, l'occhio attento ad adocchiare i funghi in mezzo alle foglie. Ogni volta che ne scorgevo uno, che lo raccoglievo delicatamente e lo pulivo sul posto per poi depositarlo nel cestino era una gioia, mi sentivo come una bimba che fa una scoperta inaspettata e che batte le mani saltellando sul posto.
La ricerca è stata piacevole e abbastanza fruttifera, qualche bel porcino sano e corposo e diversi ovoli, e poi corbezzoli saporiti, tanti tipi di piante e alberi da osservare, i rumori di tanti animaletti.
Là in mezzo, a fine mattinata, con le braccia sgraffiate dagli sterpi, le mani sporche di terra e i capelli in disordine, là in mezzo con un grande sorriso stampato sul volto mi sono ritrovata: quella ero proprio io, serena come raramente mi accade, seduta su un tronco a mangiare due fette di pane con il prosciutto tagliato al coltello, a ridere e scherzare con chi aveva condiviso con me quella gita.













Un altro risotto... sarà la stagione, sarà che mi piace tanto, sarà che non avrei visto questi funghi utilizzati in maniera migliore... ma ce lo siamo davvero gustato, delicato e cremoso con il sapore delle cose sane raccolte con le proprie mani. E i porcini rimasti gustati su una bella bistecca mentre gli ovoli son diventati fettine da assaporare crude, con qualche scaglia di parmigiano, sale, pepe e un filo d'olio. 

INGREDIENTI:
( per 2 persone )

- 180 g di riso Carnaroli
- funghi ovoli e porcini freschi
- brodo vegetale
- 1 spicchio d'aglio
- pepe nero in grani
- 50 g di burro
- olio evo
- parmigiano 


Scaldare tre cucchiai d'olio in un tegame basso e largo, far imbiondire l'aglio e prima che prenda colore aggiungere gli ovoli puliti e tagliati a dadini, i porcini tagliati a fettine fini, salare e lasciar cuocere per cinque minuti. Aggiungere il riso, farlo tostare per un paio di minuti e coprire con il brodo vegetale bollente. Salare e lasciar cuocere aggiungendo eventualmente altro brodo. A cottura ultimata spegnere il fuoco, aggiungere il burro e una spolverata di parmigiano grattugiato, lasciar mantecare e servire con una generosa spolverata di pepe nero macinato.


Oh, my life is changing every day
In every possible way
And oh, my dreams, 
It's never quiet as it seems
Never quiet as it seems

( "Dreams", Cranberries )







mercoledì 16 maggio 2012

LA MIA VERSIONE del CARPACCIO

DI USI E COSTUMI DI OGNUNO



Una ricetta non ricetta per presentare il mio piatto preferito: il carpaccio come lo mangio io. Quando mi voglio coccolare, quando ho avuto una giornata triste oppure meglio ancora quando la giornata è stata bella e voglio festeggiarne la piacevolezza, adoro prepararmi con cura questo piattone di carne. Mi sono resa conto spulciando nel mio blog che io la carne e i suoi derivati li uso davvero poco; rarissimo è per me cucinare una fettina o dei petti di pollo, meno ancora prediligo preparare carni elaborate anche se devo dire che mangiarla mi piace. Ho avuto un passato vegetariano e per salute -ma anche per piacere, niente falsità- tanti anni fa ho dovuto ricominciare a mangiarla. Dico "dovuto" perché all'epoca l'idea di mangiare un animale mi faceva stare male. Era il mio periodo post adolescenziale, quando l'idea della magrezza era un chiodo fisso, quindi il mio essere vegetariana in maniera sconclusionata mi aveva fatto diventare estremamente anemica oltre che magrissima, perché non era solo che non mi nutrivo di carne e di pesce, non mi nutrivo e basta. Per quello ho "dovuto", poi vabbé, la carne mi piace anche se non ne abuso e so rispettare la vita e gli animali, che amo in  modo viscerale, in mille altri modi. Ma quando la mangio mi piace mangiarla così, carne buona, limone, Parmigiano Reggiano stagionato e un filo d'olio buono.

Innanzitutto è necessario scegliere della buona carne, il carpaccio deve essere fresco e di ottima qualità, io mi affido al mio macellaio ( "macellaro", come diciamo a Firenze ) di fiducia, che mi ha vista bambina e che ancora mi serve ottima carne. La fettina ha da essere estremamente sottile - ma qui è questione di gusti, a me piace poco più alta di una fetta di prosciutto - e non deve avere troppe venature di grasso perché rimanendo crudo è sgradevole. Io spremo il succo di limone e praticamente "cuocio" le fettine di carne, lasciandole a marinare anche mezz'ora. Qui i puristi della carne cruda grideranno allo scandalo, sostenendo che tanto vale mangiarle cotte se con il limone si perde il sapore del crudo...è vero, ma io adoro il gusto del limone e completamente crude, col sapore del sangue, non riuscirei proprio a mangiarle!
Una volta che le fettine hanno assunto il tipico colorito rosato le cospargo di sale macinato al momento e di una bella spolverata di pepe nero, anch'esso macinato fresco affinché conservi tutto il suo aroma. Ricopro il mio bel piatto con funghi champignon crudi tagliati sottilmente e abbondanti scaglie di Parmigiano Reggiano stagionato , infine ricopro tutto il piatto con rucola o più generalmente con radicchietti freschi o addirittura con solamente qualche fogliolina di prezzemolo. Un bel filo d'olio crudo ( meglio se olio "novo", bello corposo ) di ottima qualità e il mio piatto preferito è pronto per essere consumato, accompagnato da fettone di pane toscano casereccio. Fettone che tramutate in quantità superano i due etti di peso: alla faccia di chi mi dice che non mangio!!!!








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