Visualizzazione post con etichetta DOLCI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DOLCI. Mostra tutti i post

giovedì 21 novembre 2013

TORTA RUSTICA di PERE e CIOCCOLATO





E così è arrivato anche il freddo e da una parte dico menomale, c'era voglia di maglioni e soprattutto di cappelli, che aspettavano numerosi nell'armadio. C'era voglia di zuppe calde, di film sul divano col plaid, di aria pungente al mattino e quell'odore tipico che solo l'inverno possiede. Mi ricorda i pomeriggi delle elementari, quando uscivo da scuola e l'aria si faceva già più scura, tornavo a casa a fare merenda e poi disegnavo o giocavo, immersa nei miei pensieri che già all'epoca ricordo essere numerosi. Più che altro contorti, forse più grandi di me per l'età che avevo o forse li ricordo così ma erano solo pensieri di bambina. Ci sono sensazioni che non riesco ad evocare a richiesta ma che arrivano improvvise, portate da qualche odore o da un sapore, da un ricordo indistinto, da un colore o da un'immagine. E a volte cerco di afferrarle ma sono così nebbiose che si lasciano assaporare solamente così, nella loro forma vaga, così, tanto per farmi scervellare e tenere allenato il mio cervello. Perchè nei cassettini del mio cervello è tutto conservato, forse un po' in disordine, come la mia casa dopo qualche giorno che non rimetto a posto. Forse è proprio perchè sono in disordine che quando riesco ad acchiapparne qualcuno di quelli tosti, di quei ricordi che si portano dietro una caterva di sensazioni-sentimenti, è così emozionante. Chiudo gli occhi e me li godo tutti. 
In questi giorni la mia attività onirica ferve più del solito, sogno quartieri indiani nella mia città, viaggi insoliti e improbabili, affollamenti di persone. Saranno tutti i noodles che mi sto cucinando in questo periodo? Mah! 
E così ho lasciato fluire i miei pensieri senza freno, come mi venivano fuori, per condividerli con voi, come sempre. 




Oggi un dolce tipicamente autunnale, il classico abbinamento cioccolato e pere in una versione semplice dal sapore e dall'aspetto rustico. Per la ricetta ho preso ispirazione da un libretto abbinato ad una rivista di circa dieci anni fa della quale non so il nome, rivisitata a mio gusto ( ho omesso un bicchierino di cognac dall'impasto, la scorza di limone ed ho aggiunto il cioccolato ). 

INGREDIENTI:

- 300  g di farina
- 150 g di zucchero bianco
- 3 uova
- 100 g di burro
- 1 bustina di lievito per dolci
- 4 pere Williams
- 100 g di cioccolato  fondente
- un paio di cucchiai di zucchero di canna

Unire in una terrina la farina setacciata allo zucchero, aggiungere le uova leggermente sbattute e mescolare bene con una frusta a mano. Far fondere il burro e aggiungerlo tiepido all'impasto, assieme al lievito e un pizzico di sale. Si formerà un impasto di consistenza abbastanza granulosa. Aggiungere due pere tagliate a dadini e il cioccolato spezzettato. Versare l'impasto in una teglia di 26 cm di diametro imburrata e infarinata, distribuendo e livellando  l'impasto per tutto il fondo; disporre le altre due pere tagliate a fettine sopra l'impasto, cospargere la superficie di zucchero di canna e infornare a 200°C per circa 30 minuti. 









P.S. Non ho potuto fare foto alla torta tagliata perché era una torta di compleanno da portare alla mia amica  Marzia. 

sabato 25 maggio 2013

BICCHIERI GOLOSI alla MOUSSE di FRAGOLE e CIOCCOLATO



Come sapete non sopporto la televisione ed odio la falsità e il buonismo costruito  delle pubblicità, ma devo dire che la pubblicità che invita alla lettura è molto ben fatta. Quella che parte dalla parola "muro" per capirsi.  Trovo che il discorso sia accattivante, se stai facendo altro mentre la tv è accesa ti invita ad alzare gli occhi verso lo schermo e le immagini rafforzano il concetto, stimolando a mio avviso la curiosità. Certo, magari a chi non legge non importerà e non gli farà differenza sapere o capire che il bello della lettura è esattamente quello, che è come se ti si spalancasse un mondo nella testa, un mondo del quale vuoi sapere sempre di più e come un effetto domino ( esattamente il concetto che vuole esprimere la pubblicità ) una volta preso il via non puoi più fermarti. Perchè VUOI e DEVI sapere sempre di più, hai sete di quelle parole, vuoi capire e conoscere, che si tratti di romanzi, di libri di cucina, di pesca, di saggi, di manuali, qualsiasi cosa, purchè si legga. Questo mese è stato dedicato alle lettura grazie alla campagna promozionale il Maggio dei libri 2013, iniziativa giunta al terzo anno e che sottolinea appunto l'importanza della lettura ed è accompagnata da una serie di eventi, in tutte le Regioni italiane, legati a questo tema: scambio di libri, promozione di altri da parte di scrittori famosi, letture pubbliche di testi e via dicendo. Ci vedo una grande potenzialità in tutto questo e mi auguro che questo fantastico "vizio" di leggere si diffonda a macchia d'olio.
Se non altro una cosa positiva di questo tempo tremendo e di questa primavera sottratta: tanto tempo per stare ancora col plaid sulle ginocchia a leggere un buon libro.

Ed ora la ricetta... ma soprattutto guardate che meraviglia questo set di tazzine e zuccheriera di Totoro che mi hanno regalato le mie amiche Ilaria e Marzia per il mio compleanno: non sono meravigliosamente fantastiche? Per un'appassionata di Miyazaki come me non poteva esserci regalo migliore! :D







Mi vergogno quasi di scrivere questa ricetta semplicissima che altro non è che un dessert rapidissimo da preparare, goloso e adatto ad un dopocena o ad una merenda. La ricetta è la stessa delle flute cioccolato e pera che avevo preparato tempo fa, ovviamente ho utilizzato lo yogurt alla fragola bio con frutta frullata. 



INGREDIENTI:
( per 3-4 bicchieri ) 

- 250 g di yogurt alla fragola ( senza pezzi di frutta )
- 250 mg di panna da montare
- 1 cucchiaino scarso di zucchero a velo
- 100 g di cioccolato fondente
- muesli 

Montare la panna col cucchiaino di zucchero, incorporare  lo yogurt mescolando delicatamente per non smontare la panna, disporre la mousse ottenuta nei bicchieri senza riempirli fino all'orlo e mettere in freezer per almeno due ore. Al momento di servire tirare fuori i bicchieri e lasciarli a temperatura ambiente per almeno mezz'ora; sciogliere il cioccolato a bagnomaria, versarlo caldo sui bicchieri e decorare a piacere con muesli,  fragole fresche oppure con biscotti sbriciolati.
( il bicchiere che vedete nella foto l'avevo preparato sciogliendo il cioccolato, mettendolo nei bicchieri e lasciandolo rapprendere in frigo, poi avevo aggiunto  la mousse e avevo rimesso in frigo. Chiaramente il cioccolato si era nuovamente solidificato e al momento di mangiarla è rimasto duro sul fondo del bicchiere :( Se volete comporre il bicchiere in quel modo basterà preparare una sorta di ganache aggiungendo 50 ml di panna al cioccolato che avrete sciolto a bagnomaria, versarlo nei bicchieri e lasciarlo freddare, poi aggiungere la mousse e porre in frigorifero per almeno 3 ore prima di servire. Questa dritta l'ho presa dal blog di Enrica che aveva fatto un dessert simile e l'effetto del bicchiere è molto carino anche perchè si possono ottenere proprio i tre strati, ideali per esempio se si utilizzano le fragole fresche per guarnire. Ma trovo che col cioccolato puro sciolto e versato caldo siano irresistibili! )



Camminiam camminiam
Io sto benone si
Mi piace tanto camminar
Di buon passo andiam
Strade in collina, gallerie, distese d'erba
Ghiaia sul sentier
E poi per ponte un tronco c'è
Si riscende da un sentier
Sotto alle ragnatel

("Il mio vicino Totoro", sigla iniziale italiana )



giovedì 9 maggio 2013

CHEESECAKE a TRE STRATI





Cammino, cammino, cammino come una matta, in giro con Nebbia e per fare le mille cose della giornata, ho detto quasi addio alla macchina. Una scelta salutistica ed ecologica della quale vado molto fiera e che mi fa stare davvero bene con il mio fisico e con la scelta etica del mio modo di vivere. Diminuire l'impatto della mia presenza su questa Terra, per quanto possibile, mi aiuta a riconciliarmi con la Natura e diminuisce il mio senso di colpa per il semplice fatto di far parte della razza umana. Si lo so, tendo a far drammi per ogni cosa e sembro ingigantire ed esagerare ogni azione che vada contro i miei principi morali ma penso che veramente vivere in modo più ecologico e più consapevole sia possibile. Nelle piccole azioni, nei gesti quotidiani ai quali ormai ci siamo abituati e che fanno parte del nostro comportamento, possiamo fare la differenza. Sarebbe bello smuovere le masse, cambiare il pensiero generale e con azioni enormi dare una sferzata a questo sistema che sta andando a rotoli, ma siccome la vedo dura - anche se in realtà la somma delle piccole azioni di ognuno potrebbe ribaltare il mondo, se lo volessimo - mi impegno in piccoli gesti che possano contribuire, se propagati come un'onda, a cambiare veramente le cose. Non sopporto la frase rituale "ma tanto che possiamo fare?". Possiamo fare tantissimo invece anzichè aprire solamente la bocca per dire che le cose non vanno. Innanzitutto parlare, condividere idee e portare avanti un'etica sociale fatta di gesti di riappropriazione della propria consapevolezza, trasmettere valori di rispetto a chi magari li avrebbe ma li ha sommersi sotto la polvere che il sistema tende a gettarci addosso per insabbiare anche quel minimo di umanità e di spirito di reazione che ci è rimasto dentro. E poi riciclare, usare la bicicletta o le proprie gambe anzichè l'auto  quando è possibile, comprare prodotti a Km zero, spegnere la televisione e riscoprire il gusto di una conversazione, usare prodotti ecologici come i detersivi, la carta riciclata e mille altre piccole grandi azioni che non richiedono alcuno sforzo ma solo una presa di coscienza. 
Via di mezzo credo sia la parola chiave. Sarebbe sciocco e anacronistico tornare alla vita di cento anni fa, la tecnologia e il progresso, innegabilmente, hanno migliorato la vita di tutti noi, basti pensare alla medicina, alla scienza, alle macchine che ci aiutano ad alleviare la fatica ( lavatrice, lavastoviglie, acqua calda sempre disponibile, frigorifero, internet... ), ma come sempre all'uomo sfugge tutto di mano, anche le cose buone... Vivere in un modo più rispettoso per tutti si può ed è bello oltre che giusto. Dobbiamo sempre ricordarci che non ci siamo solo noi ma che siamo solo una piccola cellula del magnifico mosaico che compone la vita sulla Terra e quindi è un nostro dovere far sì che la Macchina intera che ogni giorno respira dia il meglio di sè. Non credo che tutto questo sia solamente un'utopia di una mente sognatrice come la mia ma sono veramente sicura che insieme si può. 








Questa è la ricetta del cheesecake della mia mamma, credo in assoluto il dolce che preferisco. Ricetta tramandata oralmente da tempo immemore e trascritta nel suo quaderno di ricette, se qualcuno la riconosce e ne rivendica la paternità sarò ben felice di citarne le fonti. Per rivestire la teglia di carta forno in modo da non avere piegature ed assicurare una perfetta inaderenza consiglio questo tutorial.


INGREDIENTI:

- 20 biscotti tipo Marie
- 80 g di burro

Tritare finemente i biscotti e amalgamarli bene al burro ammorbidito a temperatura ambiente; compattare l'impasto ottenuto sul fondo di una teglia rotonda di 22 cm apribile ricoperta di carta forno ( si può anche imburrare e infarinare la tortiera ma io consiglio l'utilizzo della carta da forno ). Riporre in frigo. 

- 240 g di Philadelphia
- 2 uova
- 100 g di zucchero

Montare le uova con lo zucchero, quando il composto sarà bianco e spumoso aggiungere la Philadelphia, mescolare bene e versare l'impasto sul fondo di biscotti; infornare immediatamente in forno già caldo a 200° C per 20 minuti.

- 200 g di panna da cucina
- 2 vasetti di yogurt bianco intero
- 2 cucchiai di zucchero

Mentre la prima parte della preparazione sta cuocendo in forno preparare il terzo strato del dolce, mescolando la panna da cucina allo yogurt e ai due cucchiai di zucchero fino ad ottenere un composto liscio; trascorsi i 20 minuti di cottura tirare fuori dal forno la teglia, versare il composto di panna e yogurt sopra la torta già cotta e infornare immediatamente a temperatura massima per circa 3 minuti  o il tempo necessario affinchè la parte superiore del dolce inizi a fare le bolle. Tirare fuori dal forno, lasciar freddare e poi riporre in frigo per almeno tre ore prima di servire. Decorare a piacere con frutta fresca, cioccolato o  marmellata.


E questo buio che sollievo
Ci dona un altro Medioevo
Io levo dall'oscurità 
Tutta la nostra civiltà
Velocità di macchine a motore
Follia di folla e di rumore
E metto ritmi più lontani
Di bestie, legni, suoni umani

Odore d'olio e di candele
Fruscio di canapi e di vele
Il miele, il latte, i pani e il vino vero

("Blackout", F.Guccini )

( non sono riuscita a caricare il video da Youtube ma la canzone si trova ed è veramente molto bella )

giovedì 14 marzo 2013

FLUTE CIOCCOLATO e PERE




Capita che un giorno ti svegli, ti guardi intorno e vedi che tutto è a posto. Non in casa ma nella tua vita. Che le cose stanno andando bene, che ti senti fresca e fisicamente sei un leone. Che i tuoi pensieri, nonostante tutto, sono sempre positivi. Che le cose che hai, poche o tante che siano, sono esattamente tutto ciò che ti serve. Capita che questa cosa l'hai voluta per tutta la vita, che le cose andassero esattamente così, hai cercato per tanto tempo uno stato di benessere completo che però non arrivava mai. C'era sempre qualche tassello fuori posto ( aridaje con questi tasselli! ), qualcosa che andava storto, qualche nube a turbare la mia psiche già notoriamente instabile. E ora ho talmente tanta positività dentro che se anche le cose non andassero bene non me ne accorgerei. Mi sembra di sprigionare vita come mai mi è successo, soprattutto mi sembra di cercare la vita ogni giorno anzichè stare ad aspettarla come ho sempre fatto. Perchè alla fine, al di là di certi eventi che purtroppo non posso cambiare, il mio stato d'animo lo decido io. Ok, certo non è così semplice e certamente questo non vale quando accadono cose gravi. Ma per il resto ho smesso di preoccuparmi di cose che prima mi sembravano insormontabili e soprattutto ho smesso di andare a cercare problemi sottoterra, come se fossi una talpa che si scava la tana. Io la talpa non la voglio fare più, non voglio più chiudere gli occhi e aspettare che passi ma tenerli aperti e aspettare che passi se non ci posso fare niente. E tenere gli occhi aperti, in questo caso, per me rappresenta l'essere protagonista di quello che mi succede, essere l'artefice del mio umore. Perchè a cosa mi serve piangermi addosso se quando sorrido mi sento così bene? E se arriva un momento no, come a volte succede, cerco di accoglierlo a braccia aperte, sfruttandolo per riflettere magari ascoltando musica oppure lo esorcizzo con una bella camminata all'aria aperta, che aiuta sempre a schiarire le idee. Dicendo questo non mi sento migliore di nessuno, semplicemente ho finalmente accettato che io sono io, che VOGLIO essere io, esattamente come sono anche se di migliorarci non si finisce mai. Non sono mai stata una persona invidiosa delle cose altrui, nè fisiche nè tantomeno materiali, ma da quando ho scoperto che davvero non mi mancava niente ( e mi c'è voluto tanto tempo, ahimè ) ho iniziato a lavorare su me stessa per smussare gli angoli, per approfondire il rapporto con la me interiore, per ampliare la mia mente e i miei interessi. E imparare finalmente a volermi bene. Da dove arriva tutta questa positività? Sicuramente dal mio amore ritrovato, la sua presenza e la sua forza sono alleate preziose per il mio spirito e per il mio cuore, perchè sono sicura che oggi non sarei quella che sono se non lo avessi accanto. Dalle mie poche ma sincere amicizie vere, persone speciali che mi sono accanto ogni giorno supportandomi e sopportandomi nei miei mille difetti. Dalla mia famiglia, alle volte strampalata ma che mi ha insegnato dei valori fondamentali e che sento sempre più presente perchè finalmente sono cresciuta e il conflitto è finito. Da Nebbia che mi sveglia ogni mattina e con il quale mi addormento ogni sera. Dal lavoro che fortunatamente ho e che mi permette di vivere dignitosamente. Dai miei progetti e dai miei sogni. 





Per questa ricetta mi sono ispirata al blog di Francesca, la sua bavarese al cocco e cioccolato con frutto della passione mi ha conquistata subito, sia per la ricetta che per l'utilizzo delle flute per servire. Il mio è un dessert semplicissimo da fare e davvero goloso che si prepara in un attimo ma si presenta molto bene.

INGREDIENTI:
( per 3 calici )

- 200 g di yogurt alla pera ( per me biologico )
- 250 ml di panna da montare
- 1 cucchiaio scarso di zucchero a velo
- 100 g di cioccolato fondente 70%

Montare la panna con il cucchiaio di zucchero a velo, aggiungere lo yogurt alla pera e mescolare bene, versare nelle flute per 3/4 e mettere nel freezer per almeno 3 ore. Tirare fuori almeno un'ora prima di servire, sciogliere il cioccolato a bagnomaria e versare sulla mousse, servire subito. 























Il disegno sullo sfondo è della mia amica Silvia di Milano.


The taste of love is sweet
When hearts like our's meet
I fell for you like a child
Oh, but the fire went wild

("The ring of fire", Johnny Cash )


mercoledì 27 febbraio 2013

CHEESECAKE all'ARANCIA e CIOCCOLATO BIANCO

Ancora un giorno grigio, il freddo che non vuole andare via, un tempo uggioso che ti si appiccica addosso togliendo la voglia di fare qualsiasi cosa. Resto in casa ad ascoltare musica, a prendermi cura della mia casina con nuovi progetti arredativi, prendo misure e mi proietto nel futuro. Vorrei che certe cose fossero già realtà ma gustarmi l'attesa non mi dispiace poi tanto, pregusto quei momenti sognando ad occhi aperti con un pizzico d'impazienza e tanta fiduciosa serenità. Quindi pensare ad un nuovo tavolo o spostare il letto per guadagnare spazio significa molto di più per me, non è un capriccio dettato dall'abitudine del vedere sempre le stesse cose ma un progetto più ampio per la mia vita, per quello che stiamo costruendo. Chissà come sarà... Questi giorni di sole preannunciavano primavera, si farà  attendere ancora un po' ma anche questo genera in me un senso di impaziente felicità; la voglia di andare a zonzo e godere dell'aria e del sole sulla pelle mi fa desiderare che i giorni scorrano via veloci, quando ancora è comunque piacevole starsene sotto il plaid a leggere o a vedere un film. Se ci si pensa bene non c'è un giorno che non sia bello o non abbia il suo fascino, che non abbia un perchè o che non ci lasci addosso un insegnamento di un qualche genere. E' semplicemente la crescita, lo scorrere della vita, così imprevedibile, a volte monotona, sorprendente nelle piccole cose, disarmante per ciò che può accadere nel bene o nel male. Ogni giorno è un tassello in più nella scoperta di noi stessi e di chi abbiamo intorno, un piccolo pezzo che si aggiunge a tutti gli altri a formare il famoso puzzle di cui parlavo un po' di tempo fa, il puzzle meraviglioso e vario che è la nostra mente così come il nostro spirito. A volte sembra che un giorno sia passato inutilmente, un po' come oggi sta scorrendo la mia giornata, ma so che stasera, dopo che avrò portato fuori Nebbia e continuerò a dedicarmi al mio disegno o alla mia lettura, avrò aggiunto al mio io un briciolo di esperienza in più. Non importa se sarà una banalità, sono contenta perchè ogni giorno che passa mi permette di arricchire il mio io e diventare, finalmente, la donna che voglio essere. 




La ricetta di questa cheesecake me l'ha data una collega che a sua volta l'ha avuta da un'amica. Devo essere sincera... la sua aveva tutto un altro aspetto! Ma il sapore è delizioso. Il cioccolato bianco è molto dolce di suo quindi lo zucchero che si aggiunge alla preparazione è minimo. 

INGREDIENTI:

- 180 g di biscotti secchi
- 80 g di burro
- 1 arancia non trattata
- 250 g di cioccolato bianco
- 1 cucchiaio di zucchero
- 250 g di philadelphia
- 150 g di yogurt bianco
- 1 uovo
- 4 g di colla di pesce
- zucchero di canna

Sbriciolare i biscotti e amalgamarli al burro ammorbidito a temperatura ambiente, compattare sul fondo di uno stampo a cerniera e porre in frigo. Montare l'uovo con il cucchiaio di zucchero fino a che risulterà chiaro e gonfio, aggiungere la phildelphia, lo yogurt, quattro cucchiai di succo d'arancia e il cioccolato bianco sciolto a bagnomaria ( e lasciato intiepidire ) nel quale avrete sciolto  la colla di pesce precedentemente messa a bagno in acqua fredda e strizzata. Porre il composto sulla base di biscotti e rimettere in frigo per almeno quattro ore. Decorare  con un caramello d'arancia preparato lasciando fondere lo zucchero di canna sul fuoco, quando sarà sciolto aggiungere  tre cucchiai di succo d'arancia e la scorza d'arancia grattugiata, lasciar rapprendere e distribuire sul cheesecake al momento di servire.


E una ragione per vivere
Per sollevare le palpebre 
E non restare a compiangermi
E innamorarmi ogni giorno ogni ora
Ogni giorno ogni ora di più

( "Tensione evolutiva", Jovanotti )



mercoledì 12 dicembre 2012

CASTAGNACCIO



ILLUSIONI

Di lucine e colori, di candeline accese e musichette di Natale.
Di caldo ai piedi che non hai bisogno dei calzettoni per dormire.
Di sorrisi e denti e gengive rosa.
Di una tavola apparecchiata, di un divano e un plaid.
Di un posto chiamato casa.
Di purezza, candore e occhi puliti.
Di note ascoltate da vicino.
Di neve che cade mentre il mare è ancora vicinissimo.
Di un juke box immaginario che suona quello che desideri.
Di tanto, tanto caldo.

Mi lamentavo nel sonno, soffocando dei no nel cuscino. Stavo forse sognando?















Oggi un dolce semplice e "povero", tipico dell'autunno e della tradizione fiorentina, usando la ricetta di Paolo Petroni. Ne esistono numerose varianti, arricchite con vari ingredienti, io mi sono attenuta alla ricetta originale, ho aumentato solamente la quantità di pinoli e li ho messi nell'impasto assieme alle noci, il Petroni invece ne cosparge solamente la superficie. Pare che questo dolce abbia origini lucchesi anche se da secoli ormai è entrato a far parte della cucina fiorentina. 

INGREDIENTI:

- 400 g di farina di castagne
- 100 g di uvetta
- 100 g di pinoli
- 50 g di noci
- ramerino ( rosmarino )
- 2 cucchiai di zucchero
- olio evo


Setacciare la farina di castagne, aggiungere lo zucchero, un pizzico di sale e aggiungere acqua fredda ( circa 400 ml ) fino ad ottenere una pastella fluida e senza grumi. Aggiungere due cucchiai d'olio evo, l'uvetta e metà quantità di pinoli, le noci, amalgamare ancora e versare in una teglia rettangolare unta di olio affinchè il castagnaccio risulti alto circa un dito. Cospargere la superficie con i pinoli rimasti, aghi di ramerino e prima di infornare arabescare con un filo d'olio. Mettere in forno a 190° per circa 30 minuti o comunque quando la superficie sarà bella abbronzata e croccante e si formeranno le screpolature tipiche.

And when the fears subside
And shadows still remain
I know that you can love me
When there's no one left to blame
So never mind the darkness
We still can find a way
'Cause nothin' lasts forever
Even cold november rain

( "November rain", Guns'n Roses )



lunedì 28 maggio 2012

MARMELLATA di CEDRO D'ISCHIA



Ci sono momenti in cui le tue certezze vacillano. In cui ti chiedi tante cose, ti fai tante domande ma da sola non riesci a trovare nessuna risposta. Oppure non riesci a trovare le risposte che vorresti, quelle che ti renderebbero un po' più serena e un po' più ottimista. 
Ci sono momenti in cui il futuro sembra non esistere, in cui vorresti programmare qualcosa per avere un obiettivo piacevole da raggiungere, oppure cogliere una sfida e lottare per vincerla. 
Ci sono momenti in cui sei stanca di ascoltare gli altri che ti ripetono che devi mangiare, che devi uscire,  che così sei troppo magra, che si chiedono se hai cenato, che fingono di preoccuparsi di te, che non credono ad una sola parola di quello che dici, che pensano che tu sia triste quando invece in quel momento sei solo stanca perché cerchi di occupare le tue giornate riempiendole di attività e di piccoli piaceri che hai voglia di condividere solo con te stessa.
Ci sono momenti in cui circondarsi di persone, di amicizie, di cene chiassose e tacchi alti, di cinema e passeggiate; come ci sono momenti in cui hai bisogno di prendere Nebbia e camminare con lui, ascoltando solo la tua musica, lontana dai telefoni e da tutti, momenti solo tuoi che ti rendono felice pur nella malinconia che fa da sottofondo a tutta la tua esistenza. 
Ci sono momenti in cui un evento inaspettato ti cambia l'umore, altri in cui un dolore improvviso riesce finalmente a farti piangere quelle lacrime che ti trattieni dentro da giorni. Momenti in cui ascolti una canzone e un ricordo ti strappa un sorriso dolceamaro.
Ci sono momenti in cui ti sembra che tutto vada bene, che sei felice per il sole che è tornato, perché nello specchio ti vedi carina, altri in cui sei talmente preoccupata che rischi di impazzire perché ti sembra che vada tutto storto e non riesci proprio ad essere ottimista se il tuo gattino sta male. 
Però sono momenti che ti rendono forte, che arricchiscono la tua persona perché ogni esperienza vale la pena di essere vissuta, nel bene e nel male, portandosi dietro dei perché che a volte sembrano così ignoti da lasciarti senza parole, salvo poi, alla fine, scoprire che il loro significato ti rende una donna più completa. 

Mia mamma di ritorno da Ischia, come ogni anno, mi ha portato un cedro enorme, maturato al sole napoletano, un cedro sano di quasi un chilo di peso. Ho ripreparato la marmellata che l'anno scorso era venuta perfetta ed essendo di agrumi può ufficialmente essere chiamata così. Conserva un gusto leggermente amarognolo, sicuramente non troppo dolce, estremamente versatile nel suo utilizzo dai dolci all'accompagnamento di formaggi stagionati.  







































INGREDIENTI:


- 1 cedro affogliato non trattato
- zucchero bianco ( la metà del peso del cedro )

Lavare bene il cedro con la buccia, pulendolo con uno spazzolino per eliminare i residui dalla buccia e sbucciarlo conservando solamente la parte gialla ed eliminando la parte bianca. Eliminare la pellicina e i semi da ogni spicchio, farli a pezzi e metterli in una ciotola con lo zucchero, mescolare bene e lasciare a riposo una notte in frigo. Il giorno dopo mettere a bollire le bucce tagliate a striscioline sottili per circa 15 minuti, buttare via l'acqua e ripetere l'operazione tre volte per togliere l'amaro dalla buccia. A questo punto unire le scorze al frutto con lo zucchero, portare ad ebollizione e lasciar cuocere finche non si sarà addensata ( vale la prova piattino ). A piacere la marmellata può essere lasciata "grezza", con le scorze intere, oppure potrà essere frullata e riportata a bollore per qualche minuto. Invasare subito in vasetti da sottovuoto puliti e perfettamente asciutti, chiudere il coperchio e capovolgere il vasetto; avvolgere immediatamente in dei canovacci e lasciarli raffreddare. Raffreddandosi creeranno l'effetto sottovuoto, controllare che il tappo faccia "click" una sola volta rimanendo in posizione da sottovuoto. 







Curami curami
Prendimi in cura da te
Prendimi in cura da te
Curami curami


( "Curami", CCCP )







lunedì 7 maggio 2012

TORTA PANNA e CIOCCOLATO


Oggi sono andata in centro a Firenze, la giornata è stata incerta per buona parte della mattinata ma poi il cielo si è schiarito, c'era un po' di vento e faceva fresco ed era il clima ideale per una bella passeggiata. Con la musica nelle orecchie sparata dal mio fantastico ipod touch che mi hanno regalato i miei genitori, mio fratello e mia cognata per il compleanno, vagavo senza meta, curiosando tra i negozi e osservando le persone, felicemente isolata e leggermente assorta dato che questo fine settimana l'ho passato lavorando per due notti consecutive. Una stanchezza sana che mi faceva camminare leggera, con un lieve sorriso e la pancia vuota. Piazza Duomo è sempre meravigliosa soprattutto quando il cielo è terso e la cupola si staglia nitida nel cielo azzurro, non mi stanco mai di guardarla, sento che mi appartiene ma la osservo sempre come se fossi una turista, con lo stupore e l'ammirazione di chi la vede per la prima volta. 


Osservare le persone è uno dei miei "sport" preferiti, si imparano un sacco di cose guardando gli altri, il loro modo di vestire, di porsi, di muoversi e di parlare; è curioso vedere come si relazionano tra loro, quanta attenzione pongono alle cose e alle persone che li circondano e quanto rispetto hanno per l'ambiente. Non sono poche le volte in cui noto una totale mancanza di amore nei confronti della mia città e questo mi fa infuriare, oppure sorrido dentro e fuori se vedo gesti di altruismo o di attenzione al prossimo, purtroppo ormai così rari. 
Ero sola in mezzo alla folla eppure non mi sentivo sola: sono un continuo paradosso, tutto e il contrario di tutto ma questo mio essere stravagante mi piace.



Questa è la torta che ho preparato per la sera del mio compleanno, avevo le mie amiche a cena e il pomeriggio mi è piaciuto prepararmi la torta, avevo detto loro esplicitamente di non portare niente, che avrei pensato a tutto io. Volevo una torta leggera per quanto riguarda la base, sapendo che poi l'avrei coperta col cioccolato fondente che adoro, quindi mi sono affidata ciecamente ad una delle torte preparate da Cristina di chicchedichicca, scegliendo la Torta al Latte. Il risultato è stato più che soddisfacente, la base è venuta perfetta con le dosi indicate ( io non ho messo la vaniglia e non ho preparato la parte al cacao ).

INGREDIENTI:


( per la torta al latte di Cristina )
- 4 uova
- 240 g di zucchero
- 300 g di farina
- 100 g di olio di semi ( per me girasole )
- 280 g di latte
- 1 bustina di lievito

( per la copertura al cioccolato fondente e il ripieno )
- 250 ml di panna da montare
- 1 cucchiaio di zucchero
- 200 g di cioccolato fondente 70%


Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso, aggiungere il latte, l'olio, la farina setacciata e infine il lievito e un pizzico di sale. Versare il composto in una tortiera tonda imburrata e infarinata e infornare a 180° per circa 30 minuti ( vale la prova stecchino ).
A cottura ultimata lasciarla raffreddare e tagliarla a metà, farcire con la panna che avrete montato con un cucchiaio di zucchero, richiudere e coprire con il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria con l'aggiunta di due cucchiai di acqua calda, versato dal centro e livellato sulla superficie fino a ricoprire tutta la torta.






La colonna sonora di questa giornata tutte le canzoni del mio ipod che mi hanno fatto compagnia oggi, dapprima urlate nella mia testa ( però l'impulso di canticchiare mentre vagolavo l'ho avuto, lasciandomi sfuggire qualche suono dalla bocca e attirando l'attenzione di coloro che mi circondavano ) e poi cantate a squarciagola in macchina mentre tornavo, ma i fiorentini devono essermi grati se gli faccio ascoltare della buona musica ;)













mercoledì 4 aprile 2012

CUORI DI SFOGLIA ALLE PERE

Ho appena finito di leggere il Dizionario delle cose perdute di Francesco Guccini, che oltre ad essere un grande cantautore è, a mio parere, anche un ottimo scrittore. Mi sono appassionata ai suoi racconti  leggendo le vicende del Commissario Santovito scritte a quattro mani con Loriano Macchiavelli, dove il giallo si mescola al folclore, alla cultura e alla tradizione montanara, alla descrizione della Natura, delle usanze e dei costumi di un tempo "perduto".
Anche in questo caso Guccini non si è smentito: con la sua sottile ironia descrive oggetti od usanze del tempo passato, un tempo lontano non poi così tanto negli anni ma sicuramente nei nostri costumi, nei mille cambiamenti apportati dal cosiddetto progresso al nostro modo di vivere. Sul treno leggevo e sorridevo: 

"Noi siamo quelli della banana. [...] Appena nati, innocenti, incolpevoli, hanno preso i nostri primi e scarsi capelli e li hanno foggiati in modo che, sulla fronte, emergesse un ricciolone enorme e cavo, un vezzo al quale in nessun modo potevamo ribellarci, una specie di grottesco cannolo che sovrastava i nostri occhi, da poco spalancati sul mondo."

Ed è così che leggendo queste parole mi è venuta in mente la foto di mio padre a pochi mesi di vita, ritratto in bianco e nero nello studio di un fotografo, dove, sdraiato a pancia in giù su una coperta di pelo, sfoggiava la sua meravigliosa banana. E non ho potuto far altro che sorridere amorevolmente.

Domenica mattina, mentre controllavo di non lasciare in casa niente che si sciupasse prima di partire, ho ritrovato un rotolo di pasta sfoglia abbandonato in frigo e una pera che stava per passare a miglior vita, e siccome in casa mia non si spreca niente ho dato vita a queste semplicissime sfogliatine. 
L'intermezzo romano è stato breve e l'ho passato con la febbre che ancora dura. Spero di guarire presto perché tra pochi giorni lui viene a Firenze e voglio assolutamente stare bene. 





INGREDIENTI:
( per 3 cuori )

- 1 rotolo di pasta sfoglia
- 1 pera "avanti"
- 1 foglio di colla di pesce
- zucchero bianco
- 1 tuorlo d'uovo
- 2 formine a forma di cuore di dimensioni diverse ( o altre forme, largo alla fantasia )


Ritagliare sei cuori con gli stampini grandi, da tre di questi ricavare delle cornici utilizzando la formina a cuore più piccola. Tagliare le pere a fettine e disporle nella parte centrale del cuore grande, sovrapporre le cornici al cuore grande e con i rebbi di una forchetta chiudere la parte esterna. Sbattere il tuorlo d'uovo e spennellare la cornice esterna. Cuocere in forno a 180° per circa dieci minuti. Nel frattempo sciogliere un paio di cucchiai di zucchero in poca acqua, portare quasi a ebollizione e aggiungere il foglio di colla di pesce. Spennellare le sfoglie con la gelatina ottenuta e lasciar freddare. Le parti centrali avanzate posso essere cotte in forno cosparse di zucchero di canna.


Non sai che ci vuole scienza, ci vuol costanza ad invecchiare senza maturità
Ma matura o meno io ne ho abbastanza della complessa tua semplicità
Ma poi chi ha detto che tu abbia ragione
Coi tuoi "also sprach" di maturazione
E un'illusione pronta per l'uso
Da eterna vittima di un sopruso
Abuso d'un mondo chiuso e fatalità;
Ognuno vada dove vuole andare
Ognuno invecchi come gli pare
Ma non raccontare a me che cos'è la libertà!


( "Quattro stracci", Francesco Guccini )



lunedì 26 marzo 2012

TORTA DI FARINA GIALLA PER ELISA

Si rende tutto talmente pubblico ormai che non posso esimermi dal citare anche lei. Per tutte le volte che c'è anche quando è difficile starmi accanto.

Questa torta è per te, amica mia, perché l'ho mangiata a casa tua un pomeriggio di tantissimi anni fa ma il sapore non l'avevo dimenticato...il sapore delle nostre giornate insieme, infinite e bellissime, fatte di risate e parole, di compiti insieme, di diari pieni di dediche, di litigate assurde e costruttive, di gelosie morbose e infantili ma così tenere, di scherzi e di schiaffi -a volte-, di bugie scoperte, di confidenze e regali, di vacanze insieme, di Natali, compleanni e vigilie. Per la crescita condivisa, anno dopo anno, per l' amore e l'odio, per le gite delle medie, per le cose che capiamo solo noi, per l'agnello triste e quella bestia assurda di profilo, per le volte che hai dormito da me quando stavo in paranoia seduta in bagno, per le nostre cenette infrasettimanali, per l'Inghilterra, la Scozia e soprattutto per  Milano Marittima. Per avermi fatto avere una terza nonna, per le risate da lacrime, l'atletica e il gusto di "fare forca" anche lì, per i giri in motorino, le serate in centro e per avermi sempre raccontato tutto, nonostante tutto. Perché mi appoggi, perché mi ascolti, perché sei vera, perché mi critichi quando serve, perché vuoi bene a Nebbia, perché sei tu, semplicemente. 
Per tutto e per sempre. Ti voglio bene.

Anche la ricetta di questa torta proviene dal libro de la cucina fiorentina di Paolo Petroni, per me una sorta di Bibbia culinaria fin da quando ero piccola.



INGREDIENTI:


- 150 g di farina di mais
- 250 g di farina 00
- 150 g di burro
- 200 g di zucchero
- 100 g di uvetta
- 3 tuorli
- scorza di un limone


Mescolare bene le due farine e metterle a fontana sul tavolo, unire il burro a temperatura ambiente, lo zucchero, i tuorli, la scorza di limone e l'uvetta precedentemente ammollata e asciugata. Lavorare bene il tutto, sbriciolandolo tra le mani per alcuni minuti in modo che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati tra di loro; l'impasto ottenuto deve presentarsi sbriciolato. Mettere il composto in uno stampo imburrato e infarinato ( io ho utilizzato una tortiera rotonda di 26 cm di diametro, deve venire piuttosto bassina, e per infarinare ho usato la farina di mais ) e livellarlo con le mani. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 20-30 minuti e mangiare quando sarà fredda.
Nella ricetta originale Petroni utilizza anche la vanillina e un pizzico di sale ma io non li ho messi. 


Amico è bello amico è tutto è l'eternità 
E' quello che non passa mentre tutto va


( "Amico", Renato Zero )

domenica 18 marzo 2012

SOUFFLE' DI FORMAGGI DOLCI

Un frigo così pieno io non ce l'ho mai. In genere mi piace comprare le cose fresche giorno per giorno, a seconda di come mi alzo e di quello che mi va di mangiare, tengo solo poche cose di scorta essendo il più delle volte da sola. Ma quando c'è un uomo in casa le cose cambiano non poco.  
Ora che c'è lui non manca niente. C'è talmente tanta roba che per fare un dolcetto oggi sono andata in confusione: c'era tutto, troppo, avrei potuto creare torte e biscotti di qualsiasi gusto e sapore, eppure non mi ispirava niente. Nessuna idea, vuoto totale. Poi un barlume di lucidità: mi è venuta voglia di provare dei soufflé dolci che fossero leggeri leggeri, quindi ho iniziato a sfogliare "ricette" virtuali, mi sono saziata gli occhi con un sacco di bellissime foto e poi ho dato vita a questi, che sono un miscuglio di ricette e di idee prese qua e là nella rete e che alla fine si sono rivelati esattamente come li volevo. Semplici e versatili, da accompagnare con una salsa di qualsiasi gusto oppure gustati al naturale con una spolverata di zucchero a velo, come abbiamo fatto noi.



INGREDIENTI:
( per 4 soufflé )

- 50 g mascarpone
- 30 g ricotta
- 50 g yogurt bianco
- 1 tuorlo
- 2 albumi
- 3 cucchiai di zucchero
- 5 cucchiai di maizena

Mescolare con una forchetta il mascarpone, la ricotta, lo yogurt, il tuorlo e la maizena formando una composto senza grumi; montare le chiare a neve aggiungendo lo zucchero a metà procedimento; incorporare le chiare al composto di yogurt e formaggi mescolando dall'alto verso il basso con una spatola di legno, facendo attenzione a non smontarli. Riempire gli stampini con il composto e infornare a 190° per circa 15 minuti o fin quando la superficie non sarà dorata ( ho messo una ciotola d'acqua all'interno del forno per mantenere l'umidità ).






lunedì 12 marzo 2012

UN ESPERIMENTO MAL RIUSCITO


Ci sono giorni sì e giorni no. Oggi è decisamente un giorno no, per cucinare intendo. Volevo preparare una tortina al cacao semplice e veloce e fare un post carino per augurare a tutti buon inizio di settimana, ma come si sa non tutte le ciambelle riescono col buco. Non che l'impasto non fosse buono, non che non ci avessi messi amore nel prepararlo...ma non so per quale strana alchimia, per quale influsso nefasto, per quale errore misconosciuto nella preparazione, questa torta si è rivelata un vero disastro! Così mi sono ritrovata una cucina nel caos, duemila ammennicoli da lavare e niente dolce da postare stamattina. Certo, il sapore non è male ma visto che l'aspetto lascia alquanto a desiderare, nell'attesa di reinventarla in qualche modo per donarle nuova vita, metto a posto, mi faccio una doccia e vado a lavoro. Se non altro questo esperimento mi ha messa di buon umore. E buona settimana a tutti!


mercoledì 7 marzo 2012

NEBBIA'S CAKE

Di nuovo il sole, di nuovo l'umore giusto per cucinare. In questi giorni ho bisogno di sentirmi bene, di pensare a cose positive, di scacciare via qualche pensiero che mi adombra un po'. Che dite, una buona dose di cioccolato fondente basterà a stimolare le mie endorfine e farmi sentire meglio? 
La ricetta di questa torta l'ho presa dal sito di Sigrid perché mi sembra favolosa e perfetta, e modificando le dosi di qualche ingrediente qua e là per adattarla ai miei gusti ho ottenuto questa MARBLE BROWNIE CHEESECAKE. Dato che il risultato non è esattamente come l'originale l'ho ribattezzata  Nebbia's cake: non trovate che abbiano le stesse sfumature?















Ora... è un vero peccato che proprio Nebbia non possa assaggiarla dato che la cioccolata gli farebbe male, per compensare questa mancanza ci riempiremo di coccole. 
Ne abbiamo bisogno. 

INGREDIENTI:

per l'impasto brownies:

- 380 g di zucchero
- 250 g di cioccolato fondente 70%
- 250 g di burro
- 6 uova
- 1 pizzico di sale

per l'impasto cheesecake:

- 150 g di mascarpone
- 100 g di philadelphia
- 1 uovo
- 2 cucchiai di zucchero
- 1 cucchiaio di farina

Preparare l'impasto cheesecake montando un uovo con lo zucchero, aggiungere i formaggi poi la farina e creare una crema liscia e omogenea. Preparare l'impasto brownies sciogliendo il cioccolato a pezzetti e il burro a bagnomaria; montare le sei uova con lo zucchero, aggiungere il cioccolato fuso infine la farina e il sale. Versare l'impasto in una teglia rettangolare di dimensioni 20x28, poi versarci sopra il composto da cheesecake a chiazze formando dei disegni con i rebbi di una forchetta, senza amalgamare troppo i due impasti. Infornare a 180° C per circa 20-25 minuti. 


Questa canzone di Ornella Vanoni si adatta alla perfezione a questa mattinata in mezzo al cioccolato. 

Ci vuol farina del proprio sacco
Sensualità latina e un minimo distacco
Si fa così rossetto e cioccolato
Che non mangiarli sarebbe un peccato
Si fa così si cuoce a fuoco lento
Mescolando con sentimento 


( da "Rossetto e cioccolato" )






Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...